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Beatrice Aimi: «Combattere il disagio e valorizzare i talenti»

Beatrice Aimi: «Combattere il disagio e valorizzare i talenti»

17 Agosto 2022,03:01

Combattere il disagio e valorizzare i talenti. Si muove su un doppio binario l’operato del neonato assessorato ai Giovani. Beatrice Aimi, forte della propria esperienza in campo scolastico, ha le idee chiare: «I giovani sono la nostra priorità e muoveremo le nostre azioni partendo da due pilastri: il benessere giovanile e il lavoro – dichiara -; oggi dobbiamo fare i conti con un tasso di disoccupazione giovanile allarmante e un disagio in crescita, implementato dalla pandemia».

Parlare di benessere giovanile non significa limitarsi a tamponare l’emergenza, ma creare progetti di ampio respiro che possano dare risposte durature e concrete al problema. «Vogliamo partire dal contrasto al disagio giovanile – precisa l’assessore – per creare delle occasioni e dei contesti in cui valorizzare i giovani, renderli protagonisti, autonomi e responsabili. Penso, ad esempio, all’offerta di spazi in gestione autonoma per i ragazzi. Questo non significa abbandonare a se stessi i nostri giovani, ma aiutarli a vivere degli spazi ad hoc in un contesto generativo, di responsabilità e di legalità».

Fondamentale inoltre «contrastare l’abbandono e la dispersione scolastica di concerto con le scuole – aggiunge Beatrice Aimi – creando reti territoriali di servizi anche a livello sociale e sanitario».

Il contrasto alla povertà educativa si muove in parallelo al contrasto al disagio. «Chi nasce oggi in una famiglia con una bassa istruzione e un basso reddito – osserva l’assessore - è più probabile che abbandoni prima la scuola. E chi abbandona prima la scuola difficilmente trova lavoro. Si viene così a creare un mix perfetto di disagio e devianza, poi difficilmente recuperabile».

L’obiettivo però è anche quello di valorizzare i talenti e «sviluppare le competenze dei giovani con l’aiuto dei Centri di aggregazione giovanile, che ho già incontrato e con i quali ho previsto una serie di linee di azione da realizzare a partire da settembre – annuncia -. Occuparsi soltanto del disagio sarebbe riduttivo e ingiusto, è fondamentale coltivare i talenti facendo in modo che si possano esprimere pienamente in luoghi aggregativi in cui sviluppare competenze trasversali».

Cruciale il tema del lavoro. «Come Comune non possiamo dar vita a politiche sul lavoro di respiro nazionale e regionale – precisa - ma ci siamo confrontati con altri assessorati competenti e siamo stati tutti concordi sulla necessità di fare qualcosa per incentivare il lavoro giovanile. Il tutto partendo da contesti favorevoli all’inserimento nel mondo del lavoro. Penso alla creazione di una rete informativa efficace, che mostri le opportunità lavorative in città, Italia e nella Comunità Europea. Bisogna anche aiutare i ragazzi a conoscere i diritti e la dignità del lavoro, dando vita ad azioni a tutto tondo per aiutarli ad affacciarsi in maniera consapevole al mondo del lavoro».

«Dobbiamo farci promotori di azioni legate allo sviluppo dell'auto imprenditorialità» aggiunge. «Tutte queste azioni si legano strettamente agli obiettivi della strategia dell’Ue per i giovani: mobilitare (coinvolgere), collegare (connettere, fare reti tra soggetti) e responsabilizzare. E’ dentro questa cornice su cui dobbiamo concentrare il nostro lavoro».

Un tema all’ordine del giorno è quello delle baby gang. «Bisogna premettere che si tratta di un fenomeno mondiale con cause varie e complesse, che non si può risolvere con un semplice botta e risposta – sottolinea Beatrice Aimi -. Questi ragazzi soffrono di una completa assenza educativa, di uso e abuso di droghe e spesso hanno abbandonato la scuola. L’approccio con cui affrontare il problema deve essere multidimensionale perché c'è un problema sanitario, di sicurezza, educativo e un’altra serie di fattori che gravitano attorno al fenomeno che vanno affrontati in maniera sistemica, coinvolgendo tutti gli attori del sistema».

«Esiste una letteratura sulla materia – prosegue – e la base è la prevenzione. Di contro, quando si verificano degli episodi di grave illegalità, bisogna affrontarli anche attraverso le forze di polizia, attraverso un coordinamento stretto con gli assessorati competenti, dando vita a una politica repressiva ma anche riparativa e rigenerativa. Non dobbiamo mai dimenticarci che sono ragazzi che mantengono un diritto di riscatto. La punizione ci vuole, ma come tutti, hanno diritto di poter cambiare, crescere e uscire dalle bande». «Non è facile - ribadisce l'assessore - si tratta di un problema complesso, ma è questa la prospettiva entro la quale mi muoverò».

Luca Molinari

© Riproduzione riservata

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