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Pandemia

Covid, l'estate più difficile con 25mila casi

Covid, l'estate più difficile con 25mila casi

di Giuseppe Milano

18 Agosto 2022,03:01

Stiamo per archiviare la terza estate in compagnia del Covid. Compagno di vita con cui ormai tutti si sono abituati a convivere ma che, nonostante non ci sia più il distanziamento sociale e raramente si usano le mascherine, continua a circolare, anzi lo fa sempre di più. Le ultime varianti Omicron hanno aumentato esponenzialmente la contagiosità del virus, fortunatamente senza incidere sulla sua pericolosità tanto che al momento oltre il 95% dei casi presenta sintomi lievi ed è obbligato solamente all'isolamento domiciliare. E tutto questo grazie soprattutto alla campagna vaccinale che preserva la popolazione dalle forme più gravi della malattia.

L'estate più nera
Ma i numeri sono comunque molto pesanti. Confrontando il 2020, il 2021 ed il 2022 si scopre che il balzo in avanti delle positività in estate è stato quest'anno davvero impressionante. Nel primo anno di pandemia, dal primo giugno al 16 agosto, erano stati conteggiati circa 660 casi in tutto, nel 2021, stesso periodo, il numero aveva sfondato quota 2.100, oggi siamo già a ben oltre 25.000. Nell'estate 2022 la circolazione del virus è di fatto più che duplicata rispetto a un anno fa.

Il dato, dicono gli esperti, è reale e non è sicuramente influenzato dalla maggiori disponibilità di tamponi e test. Le ultimi varianti omicron, in particolare la BA.5 che ha imperversato per tutta l'estate, presenta una contagiosità estrema, superiore addirittura a quella del morbillo e della varicella, con un R0 (numeri medio di casi possibili da un infetto) che oscilla tra i 15 e i 17. La variante Wuhan aveva un R0 di 2.5, mentre la Delta si fermava a 7. E così, in questi giorni afosi, era praticamente scontato che in presenza di raffreddore, cefalea e anche in qualche raro caso anche dissenteria, il tampone risultasse positivo.

Tantissime poi le «ricadute», ovvero nuovi casi fra chi il Covid lo aveva già avuto. Nuova infezione spesso a sei, otto mesi di distanza dalla prima: dopo avere passato Natale o Capodanno chiusi in casa, c'è chi ha dovuto farlo anche per Ferragosto.

In aumento le vittime
Se l'attenzione poi si sposta dalle positività ai decessi, ecco che diventa evidente il valore della campagna vaccinale. I morti per Covid, nello stesso periodo dell'anno, è salito dalle 16 unità del 2021 alle 70 del 2022. Se avesse mantenuto questa estate le stesse percentuali dell'anno precedente il numero dei decessi sarebbe stato molto, molto più alto.

Vaccinarsi subito
«Il nostro appello è sempre lo stesso: vaccinatevi il prima possibile. Non aspettate i nuovi preparati adattati alle nuove varianti» esordisce Paolo Cozzolino, direttore del dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl che ricorda come «chi non si vaccina al momento ha solo rischi e nessun beneficio. Nel mondo sono state somministrate miliardi di dosi ed è ormai chiaro che il percorso vaccinale è sicuro». Oltre 40.000 parmigiani non lo hanno fatto nemmeno con una dose e «questo è un pericolo per se stessi e per chi ci è accanto. Ormai è chiaro che per combattere il Covid non ci sono altre strade se non la protezione individuale e comportamenti corretti, sempre a carico del singolo individuo».

Ed è sbagliato, ribadiscono dall'Ausl, «aspettare il nuovo vaccino. È inutile» soprattutto per quanto riguarda la quarta dose per i sessantenni perché «sono una classe d'età molto attiva: si spostano ancora per le vacanze, frequentano i loro nipoti, anche molto piccoli, in più c'è il tema sempre più frequente delle reinfezioni».

Resta comunque evidente che l'argine offerto dalla massiccia campagna vaccinale ha evitato dati ben più pesanti anche se al momento sono già 1.964 le vittime che Parma e provincia piangono dall'inizio dell'epidemia a fronte di 151.540 positività. E in questo momento non va meglio visto che nel Parmense sono 1.586 le persone attualmente malate, costrette all'isolamento o peggio ad un ricovero in ospedale.

L'incognita autunno
Ed ora si guarda a settembre e alla stagione autunnale. Le previsioni parlano di un aumento dei casi con in più il pericoloso mix con la classica influenza. Per questo motivo partirà presso i medici di medicina generale una campagna vaccinale ad hoc per i propri assistiti per effettuare l'eventuale preparato antinfluenzale insieme proprio al richiamo Covid. Ancora non sarebbe stato varato il protocollo, ma sembra che l'Ausl abbia già sondato la disponibilità della categoria a Parma e provincia raccogliendo molte adesioni. I medici di base non si occuperebbero come in passato di categorie di assistiti ma di tutti i propri pazienti.

Giuseppe Milano

© Riproduzione riservata

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