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Caro benzina

Prezzi in discesa per verde e gasolio

Prezzi in discesa per verde e gasolio

di Luca Molinari

18 Agosto 2022,03:01

Fare il pieno costa meno. Girando tra i distributori si leggono cifre che non si vedevano da un po', dopo gli aumenti vertiginosi fatti registrare la scorsa primavera.

In realtà l'ultimo picco risale a giugno. Da allora è iniziato un lento ma costante ribasso dei prezzi - accompagnato dal taglio temporaneo delle accise - che ha fatto scendere il prezzo di verde e diesel che a Parma viaggia, in media, tra i 1,8 euro e 1,6 euro per litro (secondo i dati dell'Osservatorio dei prezzi del Mise di questi ultimi giorni).

A livello internazionale si sta assistendo ad un calo delle quotazioni dei prodotti petroliferi con gli indicatori Wti (riferimento per il mercato petrolifero statunitense) e Brent (per il petrolio estratto nel mare del Nord) che sono in ribasso.

A questo si aggiungono i timori degli investitori per un rischio recessione con le mosse delle banche centrali sul fronte dei tassi, situazione che sta facendo calare anche altre materie prime.

I costi si sono fatti più leggeri grazie quindi al calo del prezzo del petrolio, a cui si somma il taglio di 25 centesimi alle accise di benzina e gasolio; manovra attuata dall'uscente governo Draghi e che con l'ultimo decreto Aiuti-Bis è stata prorogata fino al 20 settembre (inizialmente la scadenza era prevista per il 21 agosto).

Alessandro Broggi, presidente Faib (Federazione autonoma italiana benzinai) di Parma e vicepresidente nazionale, è chiaro: «I due indicatori che regolano il mercato del carburante (Wti e Brent) sono in ribasso e la speranza è che questo trend possa continuare, anche se ci sono sempre speculazioni in agguato. Il calo sarebbe giustificato da un calo della domande del greggio; sembra anche che la Cina abbia importato meno di quanto si credesse in un primo momento».

Per quanto riguarda l'Italia e quindi Parma, «non bisogna dimenticare che stiamo ancora usufruendo del bonus fiscale - precisa -. Se non ci fosse la benzina tornerebbe a 2 euro al litro». Il calo dei prezzi ha favorito una ripresa dei consumi. «Adesso si fa un pieno più serenamente perché ci sono 18-20 euro di differenza - aggiunge -. In autunno vedremo che cosa succederà».

Daniele Bernazzoli, presidente Figisc (Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti) ribadisce che «il prezzo del carburante sta scendendo da fine giugno con una certa costanza, con una media di 4-6 centesimi a settimana. In questi ultimi giorni il calo si è fermato, ma ci aspettiamo una ulteriore diminuzione dei prezzi».

La maggior parte del petrolio che utilizziamo nel nostro Paese arriva dal Nord Africa, «siamo poco dipendenti dal petrolio che arriva da Russia e Ucraina - precisa -. Diverso il discorso per il gas, che continua invece ad aumentare».

A giugno e luglio «abbiamo lavorato bene, anche perché le persone si sono mosse prima e hanno fatto le ferie anticipate». Ora la speranza è che prosegua questa riduzione, soprattutto in vista dell'autunno e di un eventuale stop al taglio delle accise sui carburanti.

Anche perché le entrate per i gestori sono minime.

Per la benzina la somma delle accise più l'Iva incidono per il 65% (sul gasolio la percentuale si abbassa al 59%), mentre il prezzo all'ingrosso sul mercato internazionale (platts) vale un altro 27% (che diventa 32% per il gasolio). Infine, il margine lordo è dell'8% sulla benzina e del 9% sul diesel.

Luca Molinari

© Riproduzione riservata

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