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Come cambia l'emergenza nella pandemia

Più problemi respiratori, meno traumi e codici rossi

Più problemi respiratori, meno traumi e codici rossi

19 Agosto 2022,03:01

In aumento, dal 2018, le chiamate al 118 di Parma, che coordina anche le province di Reggio Emilia e Piacenza in quella che è definita «area omogenea Emilia Ovest». Ma calano (negli anni più impegnativi della pandemia) i «codici rossi», ossia le chiamate di estrema urgenza, che vedono a rischio la vita delle persone soccorse. Mentre aumentano a partire dal 2020, come era da aspettarsi, le chiamate per patologie respiratorie, quelle più direttamente riconducibili al coronavirus.

Non sono di facile nè univoca lettura i dati degli interventi dell'elisoccorso di Parma dal 2018 ad oggi. In mezzo, lo scoppio del Covid, a fine 2019, che ha colpito duramente nel 2020 e 2021, ma anche in questa estate 2022, la peggiore finora dall'inizio della pandemia.

Tutte le emergenze

Partiamo dal numero delle emergenze complessive raccolte dalla centrale operativa 118 Emilia Ovest (Parma, Reggio e Piacenza): dalle 115 mila nel 2018 alle 126 mila nel 2019, fino a schizzare alle 130 mila del 2020 e assestarsi alle 129 mila del 2021. Difficile fare previsioni sull'anno in corso, ma se consideriamo che nei primi sei mesi del 2022 sono arrivate 68 mila richieste al 118, la possibilità che venga sfondato il tetto delle 130 mila chiamate è più che plausibile.

Per quanto riguarda la nostra provincia, il picco è stato nel 2019 con 46.401 richieste di intervento, poi il 2020 con 46.361 e il 2021 con 46.260. Ma anche in questo caso, le 24.662 richieste del primo semestre 2022 fanno presagire un altro anno impegnativo per gli operatori dell'emergenza.

Gli interventi dell'elisoccorso

Interessante l'analisi dei codici di gravità delle persone soccorse dall'eliambulanza di Parma. Aumentano molto - dai 195 del 2018 ai 350-360 fra il 2019 e il 2021, gli anni più duri della pandemia - i pazienti in condizioni di media gravità: quelli colpiti dal coronavirus erano infatti spesso non in immediato pericolo di vita, ma necessitavano di un supporto respiratorio ospedaliero. Calano contestualmente, dai 411 del 2018 ai 220-280 degli anni successivi, i codici di alta gravità.

Così come calano i soccorsi ai pazienti in condizioni di bassa gravità, dai 124 del pre pandemia ai 61 del 2020 e 88 del 2021: anni nei quali si cercava - se il proprio stato di salute era gestibile anche a domicilio - di tenersi alla larga degli ospedali per il timore del contagio.

L'eliambulanza a Parma

L'eliambulanza si è alzata dalla piazzola di decollo dell'ospedale Maggiore e ha volato sopra la nostra provincia 320 volte nel 2018. I voli provinciali sono calati nel 2019 (274) e ancora più nel 2020 (249), per poi risalire a 307 l'anno scorso. Forse un effetto dei ripetuti lockdown degli anni che hanno visto il maggior numero di contagi, che hanno avuto come effetto collaterale meno incidenti su strada o nei luoghi di lavoro.

L'ipotesi sembra confermata dall'analisi del tipo di problema che ha causato l'intervento dell'elicottero di soccorso sanitario: 421 traumi nel 2018, 435 nel 2019 e solo 335 nel 2020, anno di strade deserte e gente asserragliata fra le quattro mura. Mentre nel 2021 il numero è risalito a 441, cifra che potrebbe essere superata alla fine dell'anno in corso.

Respiro «corto»

La tipologia di intervento dell'eliambulanza per patologia conferma il «peso» degli esiti dell'infezione da coronavirus. Nel 2018 sono state soccorse per problemi respiratori 63 persone e 41 nel 2019. Nel 2020 sono salite a 80 e ad 86 nel 2021. Quest'anno, in sei mesi, sono già state 47. In aumento (non in numeri assoluti, ma in percentuale) anche gli interventi per problemi cardiologici e neurologici.

Monica Tiezzi

© Riproduzione riservata

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