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cultura

"La luce scritta": 12 fotografi in mostra al castello di Montecchio

Esporranno 11 fotoamatori. In Sala della Rocca, inoltre, la personale di Antonella Pizzamiglio

di Andrea Violi

20 Agosto 2022,06:00

Gli angeli dei cimiteri monumentali che sembrano prendere vita, oggetti o angoli di città ritratti in modo curioso e originale, paesaggi. Ancora: ritratti che esprimono una peculiare lettura della realtà. C’è una ricchezza di soggetti e di autori nella mostra “Montecchio Fotografia. La luce scritta”, in programma dal 2 al 25 settembre negli spazi del castello di Montecchio Emilia: 11 autori in mostra, più una personale nella Sala della Rocca. Inaugurazione il 2 settembre alle 19, con presentazione a cura del critico Massimo Mussini. All’evento sono collegati un incontro con il fotografo Carlo Vannini, il 14 settembre, e un altro con Paolo Barbaro e Claudia Cavatorta (Csac), il 23 settembre. Entrambi al castello, alle 20,30.

All’ingresso del castello esporranno Enrico Barbieri, Marco Borciani, Daniele Corradini Grazzi, Anna Maria Ferraboschi, Michele Fornaciari, Greta Guidotti, Sabina Lugli, Francesco Mercadante, Paolo Pelosi Bonini, Elisabetta Prandi e Vincenzo Sirica. Nella sala consiliare, poi, la personale di Antonella Pizzamiglio: «Aeterna», incentrata sugli angeli delle sculture dei cimiteri monumentali di diverse città italiane. 


L’iniziativa nasce da un’idea di Enzo Crispino, fotografo residente in Val d’Enza. Nella vita fa il tornitore ma da molti anni coltiva la passione per la fotografia, che lo ha portato tra l’altro a vincere premi e a esporre a Padova e due volte a Fotografia Europea. E nel 2021 è stato nominato “Maestro in fotografia artistica” dall’Accademia internazionale d’arte moderna di Roma (è socio di merito, cioè è stato invitato dall’istituzione in virtù dei risultati ottenuti). «Montecchio Fotografia non è un festival ma un evento dedicato a noi fotoamatori, cui il Comune ha dato il patrocinio - spiega -. Vorrei aiutare ad emergere le tantissime potenzialità di un mondo in cui si può trovare una ricerca autoriale notevole. Ho cercato autori che stimolassero le mie emozioni: ognuno ha un suo percorso di studio e fa ricerca». Crispino non espone propri scatti, per lasciare tutto lo spazio agli autori da lui selezionati. Tanti gli stili e i temi: le foto in bianco e nero e il colore; il paesaggio classico ma anche l’astrattismo e i progetti più concettuali. Saranno otto foto per ognuno degli autori, che sono stati liberi di esprimersi nelle loro proposte al pubblico.

Greta Guidotti porta al castello di Montecchio «Senza peso», una serie di scatti realizzati in un’ex vetreria di Reggio, assieme a Marica Montecchi, già protagonista di altri progetti fotografici dell’autrice di Canossa. In questo caso, scatti che esprimono una profonda introspezione: una riflessione su questo periodo storico e nel contempo sulle nostre vite. «Un lutto, una pandemia, una crisi finanziaria sono solo alcuni degli eventi traumatici che possono verificarsi nella nostra esistenza - spiega Greta Guidotti -. In realtà sono anche vere e proprie opportunità evolutive. Possono spingerci verso il cambiamento. Il periodo difficile che stiamo vivendo può essere affrontato facendo riflessioni, per poter ripartire con quello che c’è di positivo. Ad esempio, in una delle foto si vedono un fascio di luce che entra in una stanza e del fumo. Ognuno ci vede qualcosa di diverso, persino nelle forme assunte dal fumo». 

© Riproduzione riservata

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