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A Salsomaggiore

Eros e romanticismo, il nuovo volto di Arisa

Eros e romanticismo, il nuovo volto di Arisa

di Riccardo Zinelli

12 Settembre 2022,03:01

Non smette mai di stupire, grazie anche alla sua instancabile capacità di trasformarsi e di mettersi continuamente in discussione, la camaleontica Arisa. La cantante, dopo un rinvio che ha fatto slittare la data del suo concerto al 10 settembre, è salita sul palco del Teatro Nuovo di Salsomaggiore Terme per una tappa del suo «Little Summer Tour».

Diventata nota al grande pubblico nel 2009, grazie al suo felice esordio con «Sincerità», che portò sul palco di Sanremo presentandosi in versione “nerd” con la nostalgia degli anni ‘50, Arisa, sul palco di Salso, ha portato invece il suo volto più recente: quel gusto per la trasgressione che è un ulteriore capitolo della storia di un’artista da sempre, orgogliosamente, fuori dagli schemi. E che ha saputo fare delle sue apparenti contraddizioni un punto di forza. Anzi. Una vera e propria fonte di ispirazione e di energia.

Accolta da un teatro visibilmente emozionato, Arisa ha portato sul palcoscenico alcuni dei suoi successi più recenti, tratti dall’album «Ero romantica»: un album che, fin dal titolo, come reso noto dalla stessa artista in più occasioni, nasconde il riferimento all’erotismo. Le parole delle canzoni, eseguite con passione e trasporto, hanno raggiunto il pubblico di Salso instaurando da subito una comunicazione straordinaria fra Arisa e la platea del teatro. Teatro che, con la sua intimità, è stato la cornice ideale perché ha reso lo spettacolo unico.

La cantante è apparsa intonando subito alcune strofe del brano simbolo del suo nuovo album, quello che dà anche il titolo al disco: «Ero Romantica», un pezzo dance con accenni voguing in cui una sfrenata Arisa ha cantato «Erotica/Ero Romantica» giocando sull’assonanza dei due termini, arrivando a osare con un ostentato «mi fai venire». Nella performance iniziale, spazio anche a strofe tratte da «Psyco», «Altalene» e altri successi.

Fasciata in un paio di pantaloni neri attillati e con indosso una camicia bianca con le maniche a sbuffo, Arisa, in scena con la testa rasata, ha quindi urlato contro il tetto del teatro di Salso la sua «Maddalena», nome che rimanda al grande equivoco storico nato in tempi lontani e perpetuato ancora oggi, fondamento del pensiero misogino e patriarcale. Arisa ha quindi intonato «Licantropo», pezzo che è una riflessione sul senso di precarietà dell’esistenza, sull’importanza di amarsi gli uni con gli altri perché tutti «siamo esseri creati, siamo polvere di stelle». Trasportato dall’atmosfera del concerto, il pubblico ha cantato con l’artista alcune strofe di «Controvento», canzone che descrive la presenza del protagonista del testo - accanto probabilmente ad una persona cara - in un momento di difficoltà. E gli applausi a scena aperta del teatro hanno accompagnato puntualmente il ritornello del pezzo.

Arisa, seduta sul bordo del palcoscenico quasi per farsi ancora più vicina al pubblico, dopo aver ballato su tutti i pezzi precedenti, ha dunque cantato «Guardando il cielo». Sul soffitto del teatro, quando la cantante ha eseguito «Ho cambiato i piani», sono comparse due stelle, forse la rappresentazione di quel «raggio di luna» a cui si allude nel testo che fa cambiare i piani per amore. Amore, tema al centro anche de «La casa dell’amore possibile».

Con la sua voce melodiosa, Arisa si è conquistata magistralmente la scena a Salso. E ha saputo creare un legame speciale con il pubblico, costruito passo dopo passo durante la serata anche dialogando direttamente con le persone in platea.

© Riproduzione riservata

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