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SANZIONI

Multe per 13 milioni ma la metà non paga

Multe per 13 milioni ma la metà non paga

20 Settembre 2022,03:01

Quel fogliettino giallo appoggiato sul parabrezza è considerato da tutti una «sorpresa» sgradita, ma il fastidio che si prova per aver ricevuto una multa non può di certo essere considerato un motivo valido per non pagare. Eppure un parmigiano su due - almeno nel corso dello stesso anno in cui riceve la sanzione - non paga quanto dovuto.

Le ragioni di queste dimenticanze sono molteplici e soltanto in parte legate ai lunghi tempi di notifica e riscossione. Il problema riguarda numerose città italiane, costrette a fare i conti con alte percentuali di insoluti.

Nel caso del Comune di Parma i dati del Ministero dell'Interno parlano di un incasso per multe di 9,3 milioni di euro nel 2021, pari a 47,45 euro a persona. In realtà la cifra (in cui sono compresi anche i 980 mila euro incassati grazie agli autovelox) è ottenuta dalla somma di quanto incassato per le multe relative al 2021 assieme ad altre di alcuni anni precedenti.

Dai dati forniti dal Comune, emerge che lo scorso anno le sanzioni emesse erano pari a 13,7 milioni di euro. Di queste, quelle pagate nel corso del 2021, ammontano a circa 7,5 milioni di euro, ossia a poco più della metà.

In realtà per avere un quadro più completo sulle riscossioni è necessario attendere la fine del 2022, per dar modo a più persone di mettersi in regola, come dimostrano i dati relativi agli incassi passati. Ad esempio, nel 2019 gli insoluti sono passati dal 36,22 per cento al 20,77 per cento nel giro di un anno, facendo segnare un incasso di 12,4 milioni di euro su un totale di 15,7 milioni. Nel 2020 invece dal 52,40 per cento si è passati al 37,99 per cento, pari a 9,3 milioni di euro su 15,1 milioni complessivi. Si tratta di percentuali comunque elevate, seppur nettamente minori rispetto a quelle di partenza.

Negli stessi dati del Ministero dell'Interno che hanno consentito di stilare la classifica sulle multe, è presente un rendiconto sul 2021 degli interventi messi in campo dal Comune di Parma con i soldi incassati.

Una fetta importante dei proventi viene destinata agli interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle strade. Tra questi, 1,2 milioni sono stati destinati alla manutenzione della segnaletica stradale. Oltre 2,7 milioni di euro sono invece serviti a potenziare le attività di controllo e accertamento delle violazioni al Codice della Strada, anche attraverso l'acquisto di automezzi e attrezzature della Polizia Locale.

Una cifra simile (circa 2,5 milioni di euro) è invece destinata alla manutenzione delle strade, ma anche all'educazione stradale nelle scuole e alla mobilità ciclabile.

Il nuovo rischio ora si chiama rincari. Gli importi delle sanzioni potrebbero aumentare fino al dieci per cento a partire dal nuovo anno. Si tratta infatti di un processo automatico se non sarà fatto qualcosa per evitarlo, a partire dal primo gennaio del prossimo anno, perché il Codice della Strada prevede l’aggiornamento biennale delle sanzioni amministrative. Una batosta difficile da digerire, soprattutto in un periodo dove i cittadini devono fare i conti con bollette triplicate e forti rincari nel carrello della spesa.

Il Codice prevede un aggiornamento biennale delle sanzioni amministrative pecuniarie secondo un adeguamento che si basa su un parametro Istat, l’indice Foi dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

L’ultimo aumento è avvenuto nel 2020. Il meccanismo è automatico e alla fine di quest’anno si attende il nuovo decreto interministeriale che potrebbe sancire aumenti stellari fino al 9,8 per cento. Se si arrivasse agli aumenti temuti a gennaio 2023, una multa per divieto di sosta passerebbe da 42 a 46 euro, l'uso dei cellulari alla guida e la mancanza di cinture da 165 a 181 euro.

La speranza ora è che questi futuri aumenti possano essere quantomeno congelati.

© Riproduzione riservata

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