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MONCHIO

Un nuovo progetto Ausl per riavere il medico in paese

Un nuovo progetto Ausl per riavere il medico in paese

di Beatrice Menozzi

22 Settembre 2022,03:01

A Monchio si torna a parlare di un tema molto sentito dalla popolazione, quello dell’assistenza sanitaria in montagna, e lo si fa con un incontro informativo che ha riempito la sala don Bosco del capoluogo e che ha portato a Monchio i vertici del Distretto Sud Est Ausl di Langhirano, il direttore Giovanni Gelmini e la direttrice del Dipartimento cure primarie Nicoletta Piazza.

«Il nuovo progetto presentato da Ausl offre nuove prospettive per la copertura del servizio di medico di base per comuni come i nostri – hanno spiegato in apertura il sindaco di Monchio, Claudio Riani, e il suo omologo palanzanese, Ermes Boraschi – e come amministrazioni abbiamo subito partecipato attivamente alla realizzazione del progetto che offre forse l’unica e vera alternativa per garantire la copertura del servizio medico sulle aree marginali ed in particolare di montagna».

«Il problema della carenza di medici di medicina generale è sempre più comune anche nelle aree meno remote – ha sottolineato Gelmini –, ma noi vogliamo dare una risposta a questo problema, ricercando una soluzione che possa essere quanto più vicina alle necessità della popolazione».

Ad illustrare il progetto è stata la dottoressa Piazza, che ha precisato che «l’obiettivo era che anche Monchio tornasse ad avere un medico titolare: siamo quindi arrivati ad una soluzione grazie alla disponibilità dei medici di medicina generale della zona e del sindacato Fimmg».

I medici di medicina generale Cattani, Zammarchi e Doriani, titolari di ambulatori nei comuni limitrofi, hanno quindi dato disponibilità a ad associarsi, dando vita ad una medicina di gruppo «allargata» che permetta di garantire il servizio alternandosi nell’ attività ambulatoriale per un «monte» ore anche superiore a quello previste per il numero di pazienti. «Grazie a questa attività associata – ha aggiunto la Piazza – viene garantita la presenza di un medico in almeno uno degli ambulatori dell’ambito montano dalle 8 alle 20 nei giorni feriali, prezioso punto di riferimento per i pazienti della montagna».

Scendendo più nello specifico, a Monchio l’ambulatorio rimarrà aperto il lunedì dalle 13 alle 15, il martedì dalle 15 alle 18 e il giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 17,30. Presente all’incontro anche Giovanna Garsi di Proges, che ha fatto il punto della situazione sulla residenza per anziani e sui posti di cure intermedie da attivarsi all’interno della Cra Val Cedra, e Renato Maria Saviano, dell’ufficio tecnico di Ausl, che illustrato il progetto per la realizzazione della nuova Casa della salute nel comune montano.

Il sindaco Riani si è detto molto soddisfatto dell’esito dell’incontro poiché «siamo finalmente riusciti a spiegare come realmente stanno le cose riguardo al problema del medico di base, che pare risolto col nuovo progetto presentato da Ausl, ma anche riguardo la Casa della Salute, che dovrà essere progettata entro febbraio 2023 ed ultimata entro e non oltre i primi mesi del 2025, la casa di riposo per anziani e ai posti di cure intermedie dell’Ospedale di comunità, denominazione che può essere fraintesa, facendo pensare ad un ospedale vero e proprio, ma col quale nulla ha a che fare».

«Tali posti – ha proseguito Riani - possono comunque essere attivati non appena Proges riuscirà a trovare la copertura infermieristica h24 (cosa attualmente difficile da farsi anche a livello nazionale)».

La popolazione ha quindi espresso pareri e domande. Mauro Massa, ad esempio, ha parlato dei tre posti di «cure intermedie», auspicando che si trovino presto i cinque infermieri necessari per assicurare assistenza h24. «Non possiamo assolutamente continuare a tenere vuota ed inattiva questa parte della struttura – ha detto Massa -. Non possiamo sprecare in tal modo risorse della comunità. Quando si potrà trovare il personale idoneo, si potranno attivare i posti di “cure intermedie”, nel frattempo ritengo possa essere aumentato il numero di posti disponibili per anziani ospitati, usufruendo degli spazi ora inutilizzati».

Beatrice Minozzi

© Riproduzione riservata

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