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L'intervista

Andrea Pisanu, il doppio ex: «Attento Parma, il Cagliari ha trovato il passo»

Andrea Pisanu, il doppio ex: «Attento Parma, il Cagliari ha trovato il passo»

18 Aprile 2023, 08:32

Parma ce l'ha nel cuore («ci vediamo a maggio»), Cagliari è la sua città. Andrea Pisanu ora fa l'allenatore, prima è stato calciatore, di quelli «buoni», di quelli che al pallone davano del tu, come si usa dire nelle tribune degli stadi. E da nove anni è a Malta, dove ha studiato e lavorato da allenatore. «Ora però è arrivato il momento di tornare in Italia», perché lui è fatto così, vuole sempre migliorare. «Qui sono arrivato anche a giocare in Europa, ora bisogna fare un passo avanti, sennò perché ho continuato a studiare?». Già, master su master, un lavoro certosino di aggiornamento che ora deve essere messo in pratica sul campo. E intanto aspetta di vedere le «sue» squadre sfidarsi, sabato, per un posto play-off. «Parma e Cagliari sono club di serie A. Intanto però sono qui, il Cagliari con Ranieri sembra aver trovato il passo giusto mentre il Parma è entrato ormai in spirito play-off. Certo, da tutte e due le parti, forse ci si aspettava qualche posizione in più. Però la B è questa: se non si riesce a fare quelle 4-5 vittorie di fila, allora ti ritrovi a far fatica. Ma sarà una bella partita, tra due squadre con giocatori importanti»,

Hai giocato in entrambe le squadre...

«Cagliari è la squadra dove sono nato, la squadra della mia città. Ed è la squadra che mi ha dato la possibilità di realizzare il mio sogno, di giocare in serie A. Il Parma mi ha completato innanzitutto come uomo: sono arrivato che ero un ragazzino e poi ci è nata mia figlia. E ho giocato le mie stagioni migliori, otto anni non sono pochi, sono stato adottato. Ecco perché queste due squadre rappresentano praticamente la mia carriera da giocatore».

Parma e Cagliari, pur blasonate e con proprietà forti, tribolano a ritornare in serie A...

«Questa è la B, campionato difficile e lungo. Dove è importante tenere il passo e possibilmente poi prendere il largo e tenere questo passo. Non sempre chi gioca meglio, vince. In B ci sono squadre che vanno a speculare e trovano punti. In A per esempio non è così. In A per fare punti devi giocare bene, in B non sempre. Poi ci sono i play-off che sono un altro campionato, sarà decisiva la condizione fisica e psicologica. Chi ci arriva con più entusiasmo ha probabilmente una marcia in più. Ci sono tante varianti: la differenza la faranno il valore dei giocatori e l'affiatamento del gruppo. Sarà importante che tutti remino nella stessa direzione. In serie A ci vai se hai lavorato bene, se hai pianificato bene e se hai anche quel pizzico di fortuna che serve. Da allenatore ti dico “speriamo che sia una bella partita” perché la serie B ha bisogno di belle partite, di partite entusiasmanti».

Ora il Cagliari ha un certo Ranieri in più, che tu conosci bene come del resto lo conoscono i tifosi del Parma.

«Lui ha una marcia in più. E si vede già il frutto del suo lavoro a Cagliari. Ho avuto la fortuna di essere allenato da allenatori bravissimi, tutti mi hanno lasciato qualcosa. Ma la parte gestionale di Ranieri non l'ho mai avuta da nessun altro. Da quando faccio l'allenatore, posso capire quanto sia importante la parte psicologica. E Ranieri su quel lato è veramente un fenomeno».

Cosa ti ricordi del Ranieri parmigiano?

«Quando ci aveva presi eravamo in fondo alla classifica. E ci cambiò la testa. Ma non perché ci cambiò modulo o perché arrivò anche quel fenomeno di Pepito (Giuseppe Rossi ndr). Ma perché ci fece capire che servivano punti ovunque, che eravamo consapevoli di poterli fare: in quella fase lui è veramente incredibile. Riesce a darti proprio una marcia in più».

Visto che segui con attenzione la serie B, cosa ne pensi di questo Parma?

«Sì, l'ho seguito molto. Purtroppo non è mai riuscito a dare la svolta alla stagione, con quelle 3-4 vittorie consecutive che ti fanno sentire forte, che ti danno certezze. Invece, spesso, al momento buono è inciampato in risultati alterni. Non è mai riuscito a dare quella continuità forte alla sua stagione. Però il campionato sta finendo, il Parma è dentro ai play-off e ora deve solo tirare giù il gas e andare più forte che può».

Il Parma ha scelto la linea dei giovani: tu da allenatore cosa ne pensi?

«Il Parma, per un allenatore che ama lavorare con i giovani, è il Paradiso. Il Parma ha preso dei giovani, ma dei giovani forti. Ed è bello lavorare con i giovani perché sono delle spugne, assorbono tutto. Perché, mi si passi il termine, non sono inquinati dal calcio di C o di B. Hanno del potenziale incredibile e con i giovani puoi lavorare davvero sulla mentalità. La scelta dei giovani è giusta, serve pazienza. Ma dall'altra parte non è che siccome sei giovane hai tanti tentativi a disposizione. Il futuro è un anno di adattamento, poi c'è da andare e pedalare. Io sono d'accordo, per me il progetto è bello».

Sandro Piovani

© Riproduzione riservata

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