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Parla uno storico ex:

Guarneri: «Inter, puoi farcela»

Guarneri: «Inter, puoi farcela»

09 Giugno 2023, 03:01

Lui, Aristide Guarneri, 85 anni, colonna della Grande Inter che vinse la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale per due anni di seguito. Lui, stopper di grande temperamento, che seppe fermare prima Puskas, a Vienna nel 1964, e poi Torres, a Milano nel 1965.

Con il compianto Armando Picchi formava una formidabile coppia. Lui che nella sua lunga carriera non è mai stato espulso: fu chiamato lo «stopper gentiluomo». Tutti ricordano la Grande Inter di Helenio Herrera, negli anni Sessanta, composta in difesa dal portiere Sarti, dai terzini Burgnich e Facchetti e dallo stopper Guarneri e dal libero Picchi.

Con Guarneri, in vista della finale di sabato a Istanbul tra Inter e Manchester City, abbiamo ripercorso i due successi degli anni Sessanta quando le vittime illustri dei nerazzurri si chiamavano Real Madrid e Benfica.

Nella finale di mercoledì 27 maggio 1964, quasi sessant’anni fa, vinta per 3-1 con le reti di Mazzola (due), Milani e Felo, a lui toccò Puskas: «All’epoca si faceva riferimento ai numeri ma Di Stefano, che indossava il 9, giocava da mezz’ala quindi fui dirottato su Puskas, giocatore molto tecnico, piccolo, scattante ma io non lo lasciai mai, come mi aveva ordinato Herrera. Poi c’era l’intesa perfetta con Armando (Picchi ndr) e con Burgnich. Ricordo che, in quella finale, noi abbiamo difeso molto bene».

Dopo il trionfo di Vienna, un anno dopo, giovedì 27 maggio 1965 l’Inter bissò la vittoria in Coppa dei Campioni, battendo per 1-0 (gol di Jair) il Benfica a Milano.

«Fu una partita molto strana - ricorda Guarneri -, disputata su un campo pesante che non ti consentiva di giocare, condizionò tutti noi calciatori. In quella finale marcai Torres, un centravanti alto, pericoloso di testa, ma abbastanza lento. Anche in questa circostanza, come nell’altra finale, l’intesa con Armando fu perfetta, perché lui era molto bravo a capire in anticipo lo sviluppo dell’azione».

Nei ricordi di Guarneri, quando le fotografie erano in bianco e nero, c’è anche un accenno alle due Coppe Intercontinentali conquistate contro l’Independiente nel 1964 e nel 1965: «Ma quanto erano cattivi questi argentini». Lo «stopper gentiluomo», anche a distanza di tanti anni, non ha ancora digerito la sconfitta per 2-1 (gol di Mazzola) nella finale di Coppa dei Campioni, giocata a Lisbona giovedì 25 maggio 1967, contro il Celtic. «Purtroppo, in quella partita, erano fuori per infortunio Suarez, Jair e Peirò: giocò un’Inter tutta italiana e fummo anche sfortunati».

Dal passato, per qualcuno remoto, al presente: nella finale di sabato Guarneri come avrebbe marcato Haaland?

L’ex difensore dell’Inter e della nazionale azzurra sorride: «Una bella domanda. Lui è bravo di testa ma non solo, penso che sarebbe stato un duello avvincente. Consigli a Inzaghi? Lui conosce bene i suoi giocatori, avrà rivisto tante volte le partite del Manchester City per carpirne i difetti. L’importante è che tutti i giocatori rispettino le consegne dell’allenatore poi, naturalmente, c’è anche l’avversario».

Vanni Buttasi

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