il concerto
Morandi al parco Ducale, l'energia di un ragazzino
Completo bianco, una band formidabile alle spalle e tanta energia; è proprio il caso di dirlo: «Go Gianni Go!» Dopo il successo del tour nei palazzetti e la partecipazione a «Italia Loves Romagna», il concerto benefico a sostegno delle popolazioni alluvionate, Gianni Morandi è partito alla volta del suo «Go Gianni Go! Estate 2023» tour, facendo tappa ieri sera al Parco Ducale di Parma all’interno del festival «Parma Cittàdella Musica 2023», organizzato da Puzzle Concerti ed Intersuoni, con la co-organizzazione e il patrocinio del Comune di Parma, della Fondazione Teatro Regio e con il sostegno di Iren.
«Parma è una città bellissima, sono venuto a Sorbolo da bambino a cantare, ma questa è la primissima volta in città - ha detto il cantante, salutando i fan -. Essere qui, vicino a voi, è meraviglioso e sono molto felice. Cantiamo!». Con 53 milioni di dischi venduti e più di 600 brani incisi il «Gianni nazionale» (così lo hanno soprannominato i fan sui social), classe 1944, lo scorrere del tempo non lo ha mai sentito e, nonostante i suoi 78 anni, è sempre rimasto il ragazzino che nel 1962 cantava «Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte».
Dopo gli scorsi spettacoli di Lazza e Sfera Ebbasta che avevano fatto il pieno di giovanissimi, il concerto di Morandi ha modificato un po’ la platea nella quale sono comparsi volti più adulti. Non è cambiato l’entusiasmo però: i fan, in questo caso seduti sia in platea che in tribuna, si sono lasciati trasportare dalla performance scoppiettante dell’artista che ha riempito l’arena con la sua voce.
Ad accompagnarlo una band che ha mischiato esperienza e freschezza, tra musicisti di lungo corso - tra cui Luca Colombo, parmigiano d'adozione - e giovani di grande talento che lo hanno seguito in un mix tra vecchio e nuovo, tra i brani dei primi anni ‘60 di un Morandi ancora minorenne, fino alle canzoni nate negli ultimi tempi dalla collaborazione con Jovanotti, come quelle contenute nell’ultimo album «Evviva!».
Pochi secondi prima dell’inizio del concerto c’è stato un malore fra il pubblico in tribuna, subito risolto dall’intervento dei soccorsi: «Siediti pure e goditi lo spettacolo, nessuno proverà a salire sul palco», ha scherzato il cantante in un siparietto comico con un addetto alla sicurezza, scongiurando altri imprevisti. La performance è, poi, cominciata con i grandi successi come «L’allegria» e «C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones», fino a «Apri tutte le porte», «Uno su mille», «Si può dare di più» e «Banane e lampone», molti di queste cantati in duetto con le sue coriste, tra cu uno splendido con la cantante parmigiana Silvia Olari, bravissima nell'affrontare «in amore», che Gianni aveva portato al successo con Barbara Cola. Molti applausi anche per l'omaggio a Lucio Dalla, di cui ha cantato «Caruso» e «Angeli».
La rassegna si chiuderà venerdì con lo spettacolo di Checco Zalone «Amore + Iva».
Gloria Sanzogni