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BUSSETO

Ricordo di Carosino, medico vissuto da eroe

Ricordo di Carosino, medico vissuto da eroe

25 Ottobre 2023, 03:01

A 13 anni dalla tragica morte pubblichiamo il ricordo
del dottor Claudio Carosino, medico bussetano ucciso
con una fucilata da
un suo paziente domenica
24 ottobre 2010.

Fino alle cinque del pomeriggio, la domenica del martirio era trascorsa con i soliti gesti e le collaudate abitudini di una routine non frizzante ma tranquilla, rasserenante. Ma sulla Panda parcheggiata sotto casa del malato erano rimaste le due pizze intonse nella scatola ritirata mezz’ora prima al Pratogallo di Castione Marchesi.

Era diventata un’abitudine, quella del dottor Claudio Carosino, libero da impegni, essendo per lui quella domenica 24 ottobre 2010 giornata di riposo.

Pizza e poi di corsa a casa prima che le due «margherite» si raffreddino troppo, e poi subito, insieme alla moglie, eccoli alla messa dei Vespri nella Collegiata di Busseto. Tutto come al solito. Alle cinque e dieci minuti un colpo di fucile da caccia riecheggia da una casa delle Roncolle. Due minuti, e il telefono di casa Paolo Panni, corrispondente della Gazzetta di Parma, reca la voce di un carabiniere: «Un malato ha ucciso a fucilate il suo medico curante il dottor…». «No,mio Dio!», ricorda d’aver esclamato il giornalista. Non può essere che Claudio Carosino». Il militare: «Ma scusi, di medici ce ne sono parecchi ...». «Sì ma che salta sempre volentieri il turno festivo, che corre di notte a tranquillizzare il malato morente, è Claudio», spiega Paolo, prima di essere scosso da una crisi di pianto: «Era un santo, un uomo dedito al prossimo suo, sì e amato proprio come e più di sé stesso», soggiunge Panni: «Io da anni soffro di una malattia rara che scoppia senza alcun preavviso: e quando capita occorre un medico nel giro di pochissimo tempo. Claudio, fosse domenica o notte o Natale si precipitava, sorridente e affettuoso: mi medicava e mi abbracciava». «Ma quale grazie! E’ il mio dovere di medico e di cristiano», diceva con gli occhi che brillavano di orgoglio caritatevole, pronto a lenire e confortare.

Emilietto Mazzera, professore letterato: «In ogni persona sapeva vedere Cristo sofferente. Claudio Carosino non è diventato un eroe ma lo è sempre stato in tutta la sua esistenza: lo collochiamo tra i martiri del nostro tempo così segnato dalla violenza». I figli, Cristina e Stefano, ringraziano il cronista affidandogli una riflessione significativa: «Nostro padre non esercitava il ruolo di medico: lo era di natura».

Scomparsa anche la moglie, Claudio - un amico coetaneo - aveva raddoppiato il lavoro (modo di dire una quantità impossibile da sommare agli impegni già in atto). I colleghi Ferrari, Gardini, Ponghellini, Ronchi e Strinati (il dottor Mezzadri è mancato due anni fa), sono rimasti segnati dalla personalità positive e generosa di Claudio: «Dottore di eccezionale bravura - dice Paolo Ferrari - ma anche bravisssimo organizzatore. La sua mancanza pesa molto: Claudio era insostituibile».

Per qualche tempo, per volontà di monsignor Carlo Mazza, vescovo di Fidenza, carica ora ricoperta da monsignor Ovidio Vezzoli, si era parlato della possibilità di avviare il processo di Beatificazione per il medico eroe di Cristo. Certo è che la dedizione professionale di Claudio Carosino ha ben meritato il riconoscimento di cittadino eroe laico, conferitogli due anno fa dal Presidente Sergio Mattarella.
Ma santo per esercizio di bontà e amore per il prossimo: nonché
nel ricordo coltivato dalla comunità bussetana con un’autentica devozione. Non che gli altri medici fossero e siano da meno, ma
in Claudio c’era un empito particolare: per lui ,il giuramento di Ippocrate era il mezzo per donare àgape e philìa le forme più alte del’amore. Fin da ragazzino, comunicava
una sensazione di purezza e di innocenza, quasi fosse immune dall’ereditarietà del peccato originale. Gli è toccato morire di troppo amore per il prossimo. Non è forse
questo il martirio di un sant’uomo?.

Vittorio Testa

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