×
×
☰ MENU

Nuovo look

L'erba del Tardini è sempre più «verde». E anche a Collecchio ecco un manto «sicuro e sostenibile»

L'erba del Tardini è sempre più «verde». E anche a Collecchio ecco un manto «sicuro e sostenibile»

27 Marzo 2024, 03:01

Più resistente, più compatto, ecologicamente, e economicamente, più sostenibile, con un miglioramento anche delle prestazioni degli atleti. Tutto questo racchiuso in una piccola pianta, la bermudagrass, una graminacea o macroterma, che ha trovato casa sul terreno del Tardini. Il Parma Calcio, assieme all’Ab Global Service (la società che cura i terreni del club crociato), ha scelto quest’anno questo nuovo tipo di erba sia per lo stadio che per i campi di allenamento di Collecchio. In Italia si tratta praticamente di una prima assoluta visto che al momento viene impiegata solo allo stadio Olimpico di Roma. Nelle ultime due sfide interne della formazione di Pecchia ha però attirato l’attenzione di molti club di serie A e B perché, nonostante i match fossero stati anticipati da abbondanti precipitazioni, le sfide con Cosenza e Brescia si sono disputate su un terreno in perfette condizioni, senza pozzanghere e senza il classico fenomeno delle zolle divelte dagli scarpini dei giocatori.

«Dopo avere rifatto completamente il campo nel 2018, asportando 50 centimetri di terra, inseriti nuovi drenaggi e posato uno strato di sabbia, quest’anno abbiamo deciso di seminare questa nuova essenza selezionata appositamente per il nostro terreno», spiega Stefano Perrone, direttore operativo del Parma calcio. Una piccola rivoluzione da quello che era un vero e proprio prato all’inglese ad uno molto simile a quello che si può trovare nei terreni dove si pratica golf. Una scelta dettata, prima di tutto dal deciso miglioramento alle performance del campo perché, spiega sempre Perrone, «questo tipo di pianta si sviluppa intrecciandosi l’una all’altra e quindi rende più omogeneo il terreno di gioco, più regolare e molto più resistente». Un netto miglioramento quindi per chi sul campo ci deve giocare ma anche una scelta ecosostenibile.

«Le macroterma o bermudagrass resiste molto di più alla siccità e può essere impiegata anche acqua salmastra. La sua posa ci ha permesso di ridurre addirittura del trenta per cento il consumo di acqua. Questo tipo di essenza nasce infatti per i climi più caldi ma ormai è adatta anche per le nostre latitudini. In Francia, ad esempio, è già stata adottata da tutte le società sportive».

Unico accorgimento in inverno, quando tende a diventare gialla, aggiungere una parte di microterma, la vecchia erba a foglia piccola, per mantenere il vivace colore verde. Ma è solo un escamotage estetico visto che la nuova erba «continua a fare presa sul terreno e a mantenere le sue qualità di resistenza e di ancoraggio allo strato sottostante».

Cosa poi non secondaria per le performance della squadra di Pecchia è il fatto che, continua Perrone, «la squadra giochi e si alleni sullo stesso tipo di superficie. Il cambio di manto erboso lo abbiamo infatti deciso anche per Collecchio, con anche qui una drastica riduzione dei consumi idrici. Abbiamo cominciato nel 2019 ed i risultati sono stati subito molto positivi. Per questo abbiamo proseguito anche sul Tardini». Ed è inevitabile non pensare alla drastica riduzione degli infortuni che sta caratterizzando questa stagione vista la nuova opportunità di calcare una campo casalingo, e di allenamento, più stabile e uniforme. Anche perché l’erba che deve sostenere le gesta di Delprato e compagni è monitorata letteralmente minuto per minuto tramite una serie di sensori che inviano i propri dati ad un computer e da qui ad un’app installata sui cellulari dei responsabili della manutenzione.

«Il Tardini e tutti i campi di Collecchio sono dotati di una centralina domotica collegata a sei sensori, posti a circa 30 centimetri di profondità, che rilevano umidità, acidità, eventuali presenze di funghi e agenti patogeni - conclude Perrone - Tramite questi sensori sappiamo poi quando, come e dove innaffiare il campo con un consumo oggettivo e non soggettivo delle risorse». Anche se, inutile nasconderlo, il fattore umano resta fondamentale ed anche in questo caso la squadra a disposizione dei campi crociati è di primo livello e con una esperienza ormai trentennale.

«Ci sono al lavoro ogni giorno, sabato e domenica compresi, cinque addetti che controllano costantemente la situazione», spiega Luca Accorsi, titolare della Ab Global Service, la società che dal 2012 affianca il Parma nelle gestione dei campi. Ma il team diventa molto più numeroso «quando si deve operare la semina del prato o le cosiddette sabbiature. Abbiamo poi investito in attrezzature di proprietà sia per ottimizzare il lavoro che per averle a disposizione in qualsiasi momento esclusivamente per il Parma. Questo permette di limitare il trasporto di eventuali malattie, o funghi, da un campo all’altro e di essere molto più rapidi nell’intervento».

Massima attenzione chiaramente per il manto del Tardini, «il nostro fiore all’occhiello che verifichiamo più volte al giorno - conclude Accorsi - L’erba è un organismo vivo ed ogni giorno può presentare delle novità. La scelta di questo nuovo mix di erbe comunque ci aiuta a limitare il rischio di malattie ed aumenta la resistenza del manto. Il mix usato è perfetto». Ma l’occhio del “giardiniere”, anche se supportato dalla tecnologia, «resta di fondamentale importanza».

Giuseppe Milano

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI