Lutto
Era conosciuto da tutti come il «papà» della Mondialpista di Fraore che ha gestito, prima da solo e poi assieme ai figli, dal 1968 fino al 2009. Umberto Pellegrini,figura conosciutissima in città e nel mondo del Motorsport internazionale è scomparso nei giorni scorsi a 86 anni.
La storia della sua vita è quella di una persona partita dal basso che, grazie alla propria intraprendenza e al proprio intuito, è riuscita a creare una realtà di valore mondiale come il kartdromo. Pellegrini, classe 1937, dopo aver lavorato in alcune aziende molitorie, per ultima al molino Grassi di Fraore, nel 1967 aveva ottenuto la gestione del bar all’interno del circuito costruito nel 1961 e l’anno seguente anche la gestione sportiva.
La crescita del kartdromo
Pur non provenendo dal settore, è a lui che si deve il cambio di passo nella gestione di una pista che è diventata in pochi anni uno dei circuiti più quotati e amati dai piloti per le sue caratteristiche. Umberto Pellegrini infatti si è impegnato da subito per lo sviluppo del tracciato ampliandolo e ottenendo la licenza per poter ospitare gare a carattere sia nazionale che internazionale. Fra le tante manifestazioni che ha inventato, trovando anche gli sponsor grazie alla propria capacità di intessere relazioni e alla fiducia che incuteva negli interlocutori visto che non mancava mai alla parola data, vanno ricordate nel 1971 il Torneo delle Industrie, nel 1972 il Torneo Estivo e nel 1992 il Trofeo Andrea Margutti, pilota di kart deceduto in un incidente di gara che a Fraore aveva esordito.
Fucina di piloti famosi
Tutte gare che, fino alla chiusura definitiva del circuito avvenuta nel 2009, han portato sul tracciato parmense fior fiore di piloti provenienti da tutto il mondo. L'elenco è davvero lungo e fra i più noti ci sono Riccardo Patrese, Beppe Gabbiani, Ivan Capelli, Paolo Barilla, Alex Zanardi, Jarno Trulli, Giancarlo Fisichella, Fernando Alonso, Ayrton Senna, Michael Schumacher, Nico Rosberg, Lewis Hamilton, Sebastian Vettel tutti approdati in Formula 1 e tutti con un ricordo speciale della «Mondialpista» di Fraore per le sue caratteristiche, ma anche per l'accoglienza calorosa che Umberto Pellegrini sapeva regalare ai piloti.
Il tracciato di alta qualità
Grazie alla propria intraprendenza a partire dal 1976 col nuovo tracciato di 1160 metri da lui stesso disegnato per fare in modo che le gare risultassero il più possibile spettacolari, furono organizzati cinque campionati del mondo, il primo nel ’77 da cui nasce il nome di “Mondialpista” e quattro campionati europei a cui si aggiungono oltre 30 prove del campionato Italiano. Un albo d'oro di tutto rispetto che aveva fatto diventare Fraore la pista di kart più importante e apprezzata d'Italia.
La «réclame» in auto
Umberto Pellegrini fra gli anni Settanta e Ottanta, amava poi pubblicizzare personalmente gli eventi sportivi non solo del Kartdromo, ma anche dell’autodromo di Varano percorrendo le vie della città con un'automobile dotata di altoparlanti. La sua personalità poliedrica si espresse anche nell’ organizzazione di serate danzanti sulla pista di Fraore con le migliori orchestre di ballo liscio e alcuni concerti con cantanti famosi dell’epoca come Toto Cotugno, Raffaella Carrà e Loredana Bertè. Per il suo operato Pellegrini ha ricevuto diversi attestati di benemerenza da parte di Comune di Parma, Coni e Federazione Italiana Karting. Poi nel 1987, l’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga gli conferì l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica di cui andava particolarmente orgoglioso.
All'inizio degli anni Novanta Pellegrini aveva lasciato la gestione amministrativa e sportiva dell'impianto nelle mani dei figli Tiziano, Donatella e Germano, già al suo fianco da tempo, dedicandosi al ciclismo amatoriale, raggiungendo le più ambite cime alpine e al ballo liscio. Prima della chiusura lottò a lungo per trovare un'alternativa al circuito di Fraore nel Parmense, ma purtroppo non ci riuscì.
Gian Luca Zurlini
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