Il capitano del Parma Clima
A inizio stagione Stefano Desimoni aveva dichiarato che il 2024 sarebbe stato il suo ultimo anno e che avrebbe fatto di tutto per riportare a Parma uno scudetto che mancava da quattordici lunghissimi anni. Il capitano ha mantenuto la promessa. «Adesso posso ufficializzare il mio ritiro – annuncia -. Avevo promesso di dare tutto me stesso per fare un regalo al baseball di Parma e alla mia famiglia, sono felice di essere riuscito nel mio intento».
Stefano conclude la propria carriera da trionfatore, nel pieno della propria maturità fisica e tecnica. Lo fa ricevendo ringraziamenti e attestati di stima da tutto il mondo del batti e corri. «Mi commuovono i messaggi che ricevo, le belle parole che mi vengono dette – ammette -. Significa che qualcosa di buono l’ho fatto. Ora però è arrivato anche per me il momento di ringraziare tutti, soprattutto coloro, dentro e fuori dal campo, che mi hanno permesso di vivere fino in fondo la mia carriera».
Desimoni ha ben chiari i programmi futuri per la propria vita professionale e personale. «Un po’ meno per quanto riguarda il baseball – sorride -. Per ora ho intenzione di prendermi un anno lontano dai campi. Mi dedicherò al lavoro e alla famiglia, è giusto restituire loro tutto quello che mi hanno dato in questi anni».
Quello della famiglia è uno dei temi che più ha guidato Stefano nelle ultime stagioni. «L’amore per il baseball mi è stato trasmesso da mio padre. Mi faceva giocare quando ero piccolo: lui lanciava e io battevo, un po’ come cerco di fare adesso con mio figlio. Quando è mancato, due anni fa, ho ricevuto una grande motivazione dalla mia famiglia che mi ha spinto a salire su un aereo per raggiungere la squadra che stava giocando la coppa dei campioni. Di questo sono infinitamente grato a mia moglie e a mia mamma».
L’ultima stagione di Stefano si è conclusa con numeri da capogiro. Una media battuta di .325 nobilitata da sei doppi, tre tripli e venti basi per ball: un’autentica spina nel fianco delle difese avversarie, un autentico trascinatore per il Parma Clima. «Una stagione tra le migliori della mia carriera, probabilmente la migliore insieme a quella del 2013. Forse mi ha aiutato giocare a cuor leggero sapendo di aver già maturato la decisione di fermarmi, era l’ultima occasione per dare tutto quello che avevo».
Nel palmares di Stefano brillano tre scudetti (Parma 2010 e 2024, Rimini 2015), due coppe dei campioni (Parma 2021 e 2022), due campionati europei con la nazionale seniores e la partecipazione al World Baseball Classic del 2013, quello nel quale l’Italia ha prodotto un baseball di altissimo livello. «In verità ho perso più finali di quante ne abbia vinte ma non mi posso certo lamentare – spiega Desimoni -. Credo di essere stato tra gli ultimi giocatori in attività della nazionale campione d’Europa nel 2012. Ormai dovrebbero essere rimasti solo Vaglio e Ambrosino».
Superfluo chiedergli se gli mancherà il baseball giocato. «Mi mancherà tutto. La vita che ho sempre fatto, l’odore dei guantini, della pace, del campo. Mi mancheranno i compagni di squadra. Non faccio nomi perché non vorrei dimenticare qualcuno ma molti sono diventati veri amici, persone con le quali ho passato tantissimo tempo e che porterò sempre nel cuore».
Non può mancare un’analisi della trionfale stagione del Parma Clima. «Abbiamo raccolto i frutti di quanto seminato negli anni aggiungendo ragazzi italiani di talento. La svolta è avvenuta dopo le sconfitte arrivate contro San Marino e Bologna in gare che avevamo giocato male. Si è accesa una scintilla che ha sviluppato un grande fuoco. Siamo passati attraverso uno spiraglio piccolissimo contro Macerata e abbiamo preso fiducia. In finale siamo rimasti con la testa sempre in partita, abbiamo avvertito sensazioni diverse, abbiamo imparato dalla sconfitta nella quarta gara». Per Stefano erano gli ultimi turni della carriera. «Ci pensavo. E i compagni me lo ricordavano scherzando. Nell’ultimo turno di battuta la mazza pesava molto, è stata una grande emozione. Ho battuto una palla facile verso la seconda base, potevo fare meglio, ho visto il dispiacere negli occhi dei compagni. Ma abbiamo vinto e non potevo chiedere di più».
Ora il Parma Clima avrà bisogno di un nuovo esterno sinistro. «Presto arriverà Tommaso, mio figlio – ride -. Da come gira la mazza sembra mancino come me. A parte gli scherzi credo che troveranno facilmente qualcuno che non mi farà rimpiangere, con più doti e meno difetti».
Servirà anche un nuovo capitano. «Sceglierà la società – conclude Stefano Desimoni -. E non sarà una scelta facile, serve un giocatore d’esperienza e il Parma Clima è una squadra giovane. Ma prenderanno la decisione giusta». Così come sarà doverosa la decisione di ritirare il numero 48, quello che ha accompagnato tutta la carriera di un atleta al quale il baseball di Parma deve davvero molto.
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