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Lutto

Addio a Elisabetta Montali, cuore di San Francesco del Prato

Addio a Elisabetta Montali, cuore di San Francesco del Prato

10 Gennaio 2025, 03:01

È scomparsa prematuramente all'età di 55 anni Elisabetta Montali. Era una dei volontari più attivi della chiesa e del convento di San Francesco del Prato. E così la ricordano i frati e gli amici della comunità francescana di Parma.

Ci ha lasciato in modo inatteso e discreto. Inatteso, perché Elisabetta Montali aveva soltanto 55 anni. Discreto, perché è vissuta ed è entrata nel cuore di tutti in punta di piedi, con riservatezza, educazione e rispetto.

Sempre presente ed operativa nell’ambito della comunità di San Francesco del Prato, ha prestato, fin dal 2020, il proprio servizio come volontaria. Già da quando il Santuario era solo un cantiere che si apriva alla città, infatti, Elisabetta ha collaborato all’organizzazione delle visite al rosone. Dopo la consacrazione intervenuta nell’ottobre 2021, ha accolto la proposta dei frati di collaborare in un gruppo di coordinamento dei volontari per organizzare le molteplici iniziative della chiesa ritrovata. Così, anche grazie a lei, ha potuto prendere forma un calendario di celebrazioni, concerti e di molte altre attività. «Chi entra a San Francesco deve sentirsi accolto», ripeteva. Un’accoglienza che ha reso, direttamente e personalmente, possibile con il suo sorriso ed i suoi occhi dolci, con l’amorevole cura e dedizione verso chiunque varcasse la soglia dell’edificio religioso. Il suo immancabile impegno ha reso possibile il lavoro condiviso e proficuo tra frati e volontari, consentendo a questo ambiente umano e spirituale di diventare, per sé e per gli altri, anche un luogo di incontro e di condivisione, nel quale sentirsi “famiglia”.

Un modo di essere e di fare che Elisabetta ha saputo esprimere pure nella sua vita professionale. Lavorava in Noovle, società del Gruppo Tim, ricoprendo, con grande professionalità e senso di appartenenza, il ruolo di Vertical Specialist Cloud sui Clienti Top.

Ultimo, ma non per importanza, l’amore per la sua famiglia e per le sue radici, che la portava spesso a Palanzano, paese in cui, tra l’altro, collaborava nell’associazione Il Faggio. La sua storia, infatti, prende le mosse dall’appennino parmense, dove tornava regolarmente, anche dopo la scomparsa dei genitori, per curare le tradizioni della famiglia e, soprattutto, i legami con le sorelle minori, Barbara e Francesca, e con le adorate nipoti, Aurora e Noemi.

Elisabetta lascia un vuoto incolmabile nel cuore di coloro che hanno ricevuto il dono di incontrarla e di condividere con lei un pezzo della propria vita, restando, per tutti, un esempio di amore verso Dio, di dedizione agli altri e di solidarietà fraterna.

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