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Ivano Rossi, il tecnico parmigiano che ha portato la Correggese in D: «Una cavalcata strepitosa»

Ivano Rossi, il tecnico parmigiano che ha portato la Correggese in D: «Una cavalcata strepitosa»

23 Maggio 2025, 03:01

Ivano Rossi, classe ‘68, parmigiano, è il tecnico che ha portato la Correggese in serie D. Con un passato da centravanti e una carriera costruita tra Prima, Promozione ed Eccellenza, Rossi si è affermato come allenatore capace di trasformare le difficoltà in opportunità. «Quest’anno a Correggio è stato un impegno totale, ma la soddisfazione raccolta è stata immensa» dice. «Sono nato a Parma – racconta, parlando del suo passato –: iniziai nell’Arsenal, per poi passare alla Termolan Bibbiano, quindi alla Sampolese prima di partire per il militare. Al rientro a Parma, per motivi di lavoro, andai a vivere a Mantova, dove ho giocato a lungo tra Prima e Promozione. Ero un centravanti che faceva salire la squadra: non segnavo tanto, pur essendo andato anche in doppia cifra, perché amavo giocare per i compagni. Dal 2000 in poi, quattro anni a Montecchio, infine a Basilicanova e Gattatico. A 41 anni, dopo aver smesso, ho preso il patentino di allenatore. Ho fatto anche il direttore sportivo, ma - confessa Rossi - mi ha pesato molto, mentre allenare mi ha reso più sereno e appagato. Amo le nuove sfide: creare nuovi legami. Cambiare squadra, ambiente e spogliatoio però non mi ha mai spaventato, anzi. Anche subentrare a stagione in corso mi piace, nonostante le difficoltà».

Quante salvezze ha ottenuto subentrando in corsa?

«A Felino, prima del Covid, eravamo fuori dai play-out, poi il campionato si è fermato e sono cambiate molte cose. A Rio Saliceto ho conquistato una splendida salvezza, così come a Campagnola. Il segreto, da subentrato, almeno nel mio caso, è essere me stesso per entrare bene nell’ambiente, farsi accettare e costruire un rapporto di fiducia coi giocatori».

Quest’anno è subentrato a Correggio e ha portato la squadra in D. Che cavalcata è stata?

«Dura, ma splendida. Sono arrivato a metà stagione in una squadra dove non c’era neppure un giocatore scelto da me. Ho osservato le caratteristiche della rosa e ho deciso di puntare su un attacco con tre punte strette e un centrocampo con mezzali di gamba. Abbiamo vinto 12 partite consecutive, ma non è stato facile. Nel ritorno, con i campi pesanti, abbiamo incontrato difficoltà, ma alla fine siamo riusciti a centrare l’obiettivo».

Se rimanesse a Correggio porterebbe un po’ di Parma in Serie D…

«Porterei con orgoglio la mia parmigianità in D, ma non abbiamo ancora deciso. Mi incontrerò a breve con la società: sentirò qual è il loro pensiero, poi rifletterò, perché se quest’anno è stato totalizzante, in D lo sarà ancora di più. Di certo sarà necessario allargare lo staff e organizzare il lavoro, visto che a me le cose piace farle in un certo modo».

La conferma di Vicini, ex ds del Colorno, è un punto di forza?

«Assolutamente sì. Il direttore ha fatto un lavoro eccellente e tra noi c’è un rapporto di grande fiducia e stima reciproca. È un grande organizzatore e sarà ancora valore aggiunto per la Correggese».

Come giudica la situazione delle squadre parmensi?

«La retrocessione del Colorno è stata un peccato, perché è una piazza importante. Attualmente, Parma è tra le province emiliane che soffrono di più ad alto livello, mentre Reggio ha realtà come Lentigione e ora Correggese in D. Sono però certo che il calcio parmense tornerà presto protagonista come merita, perché il potenziale c’è».

Lei che conosce bene anche il mondo delle giovanili, in quel senso Parma sta crescendo tanto…

«Concordo pienamente. Parma ha un tessuto giovanile eccezionale, con realtà come Fraore, Arsenal, Audace, Juventus Club e tante altre che lavorano bene. Lo stesso Soragna ha fatto benissimo con la Juniores. Inoltre si sta investendo molto sull’impiantistica. I vivai sono fondamentali per il futuro de calcio e a Parma siamo al top».

E il Parma si salverà?

«Spero di sì. La società sta lavorando bene sul territorio, sull’impiantistica a Noceto e Collecchio e ha ottenuti grandi risultati con Femminile e Primavera. Il Parma merita la A, per la città, per i tifosi e la sua storia».

Lorenzo Chierici

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