PERSONAGGI
Argentina di nascita, parmigiana d’adozione. E, da qualche giorno, universalmente riconosciuta come la miglior woman deejay d’Italia per il 2024: Carla Rotondo, in arte Victoria Vegas, è stata premiata ai «Dance Music Awards» il 18 maggio alla Villa delle Rose di Misano Adriatico.
Un premio frutto di una votazione mista che ha visto la partecipazione sia degli esperti del settore nightlife che del pubblico social: «Finalmente posso stringere tra le mani questo riconoscimento dopo tanti anni di nomination. È un premio che dà valore a un percorso fatto di sacrifici e determinazione».
Cosa la differenzia da tante altre colleghe?
«Per me questo non è un “mestiere”: è una necessità. Le persone percepiscono la mia gioia quando suono: questa energia è contagiosa e crea una connessione spontanea con chi è in pista».
Come è nata la passione per quest’arte?
«Da bambina facevo parte di un coro. Successivamente ho studiato sax tenore. Ma il punto di svolta è arrivato a Ibiza: ascoltare i migliori Dj del mondo ha cambiato tutto. Ho capito che non volevo solo vivere la musica ma condividerla, farla vibrare con il mio stile».
Quali sono i primi locali in cui ha suonato e quali i più famosi?
«La mia primissima serata è stata al Bagarre Disco Summer a Ghiare di Berceto. Oggi ho la fortuna di esibirmi regolarmente in due templi del panorama italiano: “Le Rotonde” di Garlasco e “La Capannina di Franceschi” a Forte dei Marmi».
C’è stato un mentore che ha segnato la sua carriera?
«Sì, e non smetterò mai di ringraziarla: Jessie Diamond ha creduto in me sin dall’inizio. Mi ha aiutata a costruire un’identità artistica e a orientarmi in un mondo complesso come questo».
Come si è evoluto il suo stile musicale negli anni?
«All’inizio ero più orientata verso sonorità chill, dalla deep house al latin house più morbido. Con il tempo si è trasformato in una selezione più commerciale, arricchita da influenze house ricercate».
Cosa prova quando vede la pista piena?
«È pura felicità. È in quei momenti che sento di fare davvero la differenza, di regalare un’esperienza. Da un anno sono anche produttrice, sto sperimentando».
Il suo rapporto personale e professionale con Parma?
«Parma è la mia città d’adozione. Ogni venerdì, suono al Campus Industry per un pubblico over 25. Per me è un piacevolissimo ritorno al passato. Al momento sto allestendo anche il mio studio personale. Voglio produrre direttamente da casa e trasmettere live i miei set, creare uno spazio personale dove sperimentare, raccontarmi e mettere la mia firma sui brani».
Pietro Razzini
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata