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Personaggio

Su RaiPlay «Il dono» della medium parmigiana Sonia Benassi

Su RaiPlay «Il dono» della medium parmigiana Sonia Benassi

05 Febbraio 2026, 03:01

All’età di sette anni ha scoperto di avere una particolare abilità: quella di entrare in contatto con alcune anime di defunti, che hanno qualcosa da dire e comunicare ai loro cari nel nostro presente.

La parmigiana Sonia Benassi, laureata in pianoforte al Conservatorio «Boito», dopo esperienze lavorative come insegnante e come dipendente in negozi di abbigliamento e cura degli animali, da diversi anni è una medium conosciuta in tutta Italia.

Sulla sua «missione» («offrire un po’ di sollievo e tranquillità a chi ha vissuto un lutto particolarmente difficile da superare») è da poco uscito su Raiplay il documentario «Il dono – Storia della medium Sonia Benassi» di Niccolò Morini e Pantalone A. Megna, coprodotto da Colorado Film e previsto su Rai5 il prossimo aprile. Con la partecipazione di Daniele Bossari, il docufilm permette non solo alla Benassi di raccontare il suo percorso, ma anche a diverse persone di testimoniare com’è la sua vita-attività e, come il «dono» della Benassi, abbia cambiato le loro esistenze, tormentate dalla scomparsa delle persone amate.

Al documentario partecipano due coppie di genitori che hanno perso, nel primo caso, un ragazzo di 13 anni, nel secondo una bimba di due anni. E partecipa anche la madre di Nadia Toffa, che ha ricevuto aiuto dalla Benassi, fino a diventarne una delle più care amiche. Per trovare la «giusta distanza», i due registi Morini e Megna raccolgono anche le testimonianze più distaccate e critiche di un sacerdote, di una scienziata, di un giornalista (il critico cinematografico Giovanni Bogani).

Un lavoro, «Il dono», che porta alla commozione in diversi momenti, e costringe chiunque lo guardi a confrontarsi con se stesso e con le proprie convinzioni. Funziona molto bene anche sul lato umano, per una circostanza non certo felice, che mostra la forza e la resistenza di questa donna nella lotta che porta avanti dal 2022 contro un tumore difficile, con il quale sta tuttora combattendo, come ricorda la didascalia finale. Lo stesso Bossari, nel porgere alla protagonista - sposata con l’artista e musicista parmigiano Boris Mayer, anch’egli nel docufilm - le stesse domande che qualsiasi spettatore vorrebbe porle, chiede alla Benassi di dimostrare come funziona il suo saper ascoltare le voci delle anime di chi non c’è più. La «seduta» che ne esce, inevitabilmente supportata e «lavorata» con gli strumenti che il cinema mette a disposizione (montaggio e musica, soprattutto, uniti alla profonda conoscenza da parte di Bossari delle pause e dei meccanismi posturali-recitativi che servono per dare incisività e profondità a un’intervista), non lascia comunque indifferenti.

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