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Il ritratto della vittima

«Luca, un ottimo chef. E un bravo ragazzo»

«Luca, un ottimo chef. E un bravo ragazzo»

08 Febbraio 2026, 03:01

Un bravo ragazzo e un lavoratore. Un cuoco che amava proporre la cucina tradizionale della sua terra ma anche sperimentare. Conosceva bene il mestiere, per tradizione familiare.

La scomparsa di Luca Maria Piatti, il trentatreenne rimasto vittima di un terribile incidente ieri all'una di notte, ha gettato nel dolore i tanti che lo conoscevano e stimavano. Il giovane tragicamente scomparso, dopo che la sua auto è andata a sbattere contro un tiglio in viale Mentana, era nato a Roma ma da parecchi anni si era trasferito nella nostra provincia assieme alla sua famiglia, anch'essa impegnata da sempre nel mondo della ristorazione.

Ottimo cuoco, dopo aver lavorato insieme al padre a Monticelli nella pizzeria-ristorante «Poseidon», nel centro del paese, aveva preso in gestione il ristorante del Tennis Club President nel Comune di Montechiarugolo, dov'è rimasto fino a qualche anno fa.

Proprio a Montechiarugolo, Luca, che da poco tempo si era trasferito a Felino con la compagna e il figlio di un anno e mezzo, era molto conosciuto e stimato.

Tra chi ha potuto apprezzarne le qualità professionali e umane c'è il sindaco di Montechiarugolo Daniele Friggeri che descrive il trentatreenne scomparso come «un ragazzo in gamba e volonteroso. Un bravissimo chef e una persona cordiale, di quelle con cui era bello anche fermarsi a scambiare due parole. Aveva imparato i segreti della cucina da suo padre e li sapeva mettere in pratica».

Bravo ragazzo e brava famiglia. «La sua famiglia - aggiunge Friggeri - è conosciuta e benvoluta nel nostro territorio e lui stesso si era appena costruito una famiglia. Come amministrazione - conclude il sindaco - ci stringiamo ai suoi cari per questa notizia che ci rattrista tutti profondamente. La nostra comunità è vicina a chi gli ha voluto bene».

Luca Piatti, che negli ultimi tempi lavorava sempre nel campo della ristorazione, al President si era fatto davvero benvolere. Nonostante la giovane età, come emerge dal racconto fatto da chi lo conosceva bene, era uno di quelli che si avvicinavano alle sfide del mestiere con una passione non comune. E, soprattutto, con quella modestia necessaria quando si vuole eccellere in una professione.

«Era davvero un bravo ragazzo - lo ricorda il presidente del Tennis Club Romano Botti - ma era anche un bravissimo cuoco, di quelli che vogliono sempre imparare, che non si fermano e non dormono sugli allori».

Nella Capitale, la sua città di origine, «aveva gestito altri locali, insieme al fratello e qui da noi aveva proposto con grande successo la cucina romana. Aveva infatti organizzato delle cene rivisitando e facendo conoscere le più note ricette capitoline, come la coda alla vaccinara e la pasta cacio e pepe, che erano piaciute molto a chi aveva partecipato. E qui al President, con lui lavorava anche quella che sarebbe diventata la sua compagna e poi la madre di suo figlio. La sua scomparsa ci addolora profondamente».

Michele Ceparano

© Riproduzione riservata

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