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Serie A

Da Verona al Verona: Corvi si è preso il Parma

Da Verona al Verona: Corvi si è preso il Parma

12 Febbraio 2026, 03:01

Ha indossato il mantello di Superman e non se lo è più tolto. La vita di Edoardo Corvi, sportiva si intende, è cambiata radicalmente da quel 23 novembre, meno di tre mesi fa, al Bentegodi, quando l'infortunio rimediato due settimane prima da Suzuki gli spalancò le porte dell'esordio in serie A, difendendo i pali della squadra della sua città.

La società si era cautelata con l'ingaggio dello svincolato Guaita, che poi ha rescisso il contratto a gennaio senza grossi rimpianti, ma lo scontro salvezza di Verona, prossimo avversario al Tardini, dimostrò che il Parma era in mani sicure e poteva fidarsi ciecamente di lui. Da allora, come nelle favole più belle, ha trovato una continuità di rendimento impressionante, legittimata da numeri di spessore. Dodici presenze (è rimasto in panchina solo a Napoli per lasciare spazio all'amico Rinaldi), per un totale di 1080', caratterizzati da quattro «clean sheet», sedici gol subiti, di cui, però, la metà tra Atalanta e Juve, una media voto di 6,45 e 34 parate, le ultime della serie domenica a Bologna che gli sono valse il secondo premio di «Player of the Match» dopo quello conquistato col Genoa lo scorso 18 gennaio.

L'uomo derby
Se i crociati sono usciti vittoriosi dal derby emiliano del Dall'Ara, lo devono anche e soprattutto ai miracoli del loro portiere che al 96', nel giro di pochi secondi, ha esibito riflessi straordinari sul colpo di testa ravvicinato del suo capitano Delprato e poi è volato a deviare il sinistro di Orsolini, blindando il risultato e confermandosi una garanzia, soprattutto, nei momenti chiave della gara. Non è, infatti, la prima volta che l'estremo difensore, classe 2001, ha strappato applausi convinti e consensi unanimi da squadra, tifosi e addetti ai lavori. Negli occhi di tutti rimangono impressi gli interventi super su Nzola, al 90', e Comuzzo, quasi a sfidare le leggi della fisica, che in dicembre consegnarono un bottino prezioso di sei punti ai danni di Pisa e Fiorentina, entrambe tuttora in zona retrocessione. E, sempre in tema di incontri dal valore doppio, lo 0-0 casalingo col Genoa è da attribuire, in larga parte, a Corvi, che in due circostanze, in avvio e allo scadere, negò la gioia del gol a Colombo.

Uscite e sicurezza
Da campione si rivelò la prima prodezza sull'incursione dell'attaccante rossoblù, il quale si vide sbarrare la strada da un'uscita bassa e coraggiosissima a braccia protese in avanti del portiere, originario di Felino, che per tempismo e tecnica ricordò un certo Gigi Buffon nel debutto in A contro il Milan datato novembre del '95. Non solo, quindi, affidabilità tra i pali ma anche nelle occasioni in cui, da vero padrone dell'area, esce in presa alta e bassa e trasmette una sicurezza da veterano all'intero reparto arretrato. Tanta personalità da vendere, acquisita in questo periodo grazie agli insegnamenti e ai consigli dell'allenatore dei portieri Nicola Pavarini, che da un anno lo ha preso sotto la sua ala protettiva, aiutandolo a crescere e migliorarsi. Talmente tanto da non far rimpiangere affatto la lunga assenza di Suzuki, che potrà recuperare e rientrare in campo con la massima tranquillità.

Capitolo rinnovo
Le prestazioni di Corvi non sono passate inosservate, se è vero che nei giorni scorsi i rumors di mercato riportavano di un interessamento della Roma alla ricerca di un vice o di un sostituto di Svilar. Ma non più tardi di una settimana fa, durante la conferenza a Collecchio, l'ad Federico Cherubini aveva speso parole significative per chi è da considerarsi, a tutti gli effetti, un patrimonio della società, sia in ottica presente che anche futura. «Sicuramente il rinnovo di Corvi è sul tavolo del direttore sportivo, ha già iniziato i contatti con il suo agente. Edo ha dimostrato che può stare in serie A, non siamo sicuri che Suzuki lasci il club o meno, ma in casa abbiamo già delle soluzioni». Il contratto, prolungato a gennaio 2025, scadrà nel 2027 ma è facile ipotizzare che a breve possa arrivare l'annuncio di un ulteriore rinnovo di una lunghissima storia d'amore, iniziata dalla stagione 2011-12 tra i Pulcini e proseguita nel 2015 nonostante il fallimento fino al prestito al Legnago in C e al debutto in gialloblu tra i cadetti, dove nell'anno della promozione si tolse la soddisfazione di giocare all'ultima giornata il derby al Mapei Stadium contro la Reggiana, compiendo un salvataggio incredibile su Portanova.

C'è ancora il Verona
Ora, però, non è tempo di voltarsi indietro perché l'attualità impone di pensare già al Verona fanalino di coda che verrà in Emilia con l'obiettivo di provare a rilanciarsi nella corsa salvezza. Il Parma, al contrario, ha a disposizione il primo match ball per allontanare in maniera definitiva gli scaligeri, già distanti undici lunghezze, e punterà ancora sul suo portiere di casa che all'andata aveva rotto il ghiaccio in terra veneta, spazzando via ogni dubbio e facendo vedere fin da subito che a certi livelli poteva starci comodamente e non solo da semplice comprimario. Oggi, neanche tre mesi dopo, in mezzo a molte più certezze di allora lo attende la prova della consacrazione: certificare, a suon di parate, la permanenza in serie A della sua squadra del cuore. E, chissà, in caso di cessione di Suzuki, meritarsi la riconferma da numero uno per il prossimo anno. Missione tutt'altro che impossibile.

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