Fresco di nomina
La Pilotta come luogo del cuore. Vale per molti parmigiani, per tanti visitatori e vale anche per Denis Ton, il 48enne storico dell’arte fresco di nomina a direttore del Complesso monumentale. Originario di Padova, ma al lavoro in Trentino come conservatore dell’imponente Castello del Buonconsiglio, a Trento, Ton è pronto a traslocare a Parma per andare a dirigere un monumento che conosce bene, come lui stesso ammette. «Per me la Pilotta resta un luogo del cuore, che conosco e che ho frequentato, come studente, dalla fine degli anni Novanta. Se devo pensare ad un ricordo legato a questo posto mi viene in mente la bella mostra dedicata al Parmigianino. Noi storici dell’arte frequentiamo questi luoghi più e più volte nel corso della nostra vita professionale e non solo. Tornarci ora come direttore mi riempie di entusiasmo», racconta Ton, raggiunto al telefono, a meno di 24 ore di distanza dalla nomina a direttore, arrivata mercoledì e decisa dalla direzione generale Musei del ministero della Cultura.
«Ho ricevuto la chiamata dal direttore Massimo Osanna poco prima che la notizia fosse pubblica e quindi è stata una grande sorpresa anche per me». Una sorpresa sì, ma cercata, desiderata, perché la Pilotta, confessa Ton, era una meta ambita. «Per le assegnazioni degli incarichi venivano indicate tre sedi e devo confessare, in tutta onestà, che Parma era la mia preferita. Fortunatamente - aggiunge - l'incarico che mi è stato assegnato dal ministero ricade su una realtà stupenda, che negli ultimi anni è rinata e che ho intenzione di continuare a migliorare. Sono onorato per l'incarico, perché considero il Complesso monumentale della Pilotta un'officina di arti e saperi unica in Italia e anche nel mondo».
L'incarico di direttore ha una durata di quattro anni, rinnovabile di altri quattro. Per quanto riguarda invece la data precisa del passaggio di consegne tra Stefano L'Occaso, l'attuale direttore del Complesso monumentale, e Denis Ton, non ci sono ancora tempi certi. «Spero avvenga il prima possibile. Comunque, ho avuto modo di scambiare una battuta di saluto con il sindaco Michele Guerra e con il direttore ad interim Stefano L'Occaso, evidenziando la soddisfazione per potermi prendere cura di questo luogo meraviglioso che è la Pilotta e i musei e le sedi che vi afferiscono».
Disponibile, ma anche riservato, Ton non svela quali progetti ha in mente per la Pilotta del futuro (prima vuole incontrare il personale), però rivela quale sarà la sua condotta, la filosofia che guiderà le sue scelte. «La vera sfida - anticipa - sarà di creare connessioni. Connessioni tra le diverse collezioni, così varie e interessanti conservate in questi luoghi, ma anche con la città, il territorio e i turisti. C'è tutta una comunità da tenere legata alla Pilotta». Ma non è finita. La direzione di Ton, promette lo storico dell'arte, poggerà sulla «ricerca e la scientificità», ma lo studio rigoroso sarà accompagnato «dalla capacità di avvicinarsi al pubblico e alle nuove generazioni, perché i musei sono spazi di identità e di saperi».
Ton, che è dipendente della Provincia di Trento, «dovrò chiedere l'aspettativa», promette che non farà il pendolare e che Parma sarà la sua nuova casa. «Certo, verrò a vivere in città, perché sono convinto che non si possa fare il direttore a distanza».
Pierluigi Dallapina
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