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Carabinieri

Cacciaguerra, «il Maresciallo»: In pensione dopo 48 anni di servizio nell'Arma. A Fontanellato dal '91

Giuseppe Cacciaguerra maresciallo

di Sandro Piovani

23 Gennaio 2022,09:21

Fontanellato «No, niente foto. Non voglio foto da solo. Se proprio serve, allora facciamo una foto con i miei carabinieri»: in questa frase, in fondo, c’è tutto Giuseppe Cacciaguerra, maresciallo dell’Arma, di stanza a Fontanellato-Fontevivo, da oggi a riposo. In pensione insomma.
Sì, l’amore per l’Arma e per le persone, per la legge e per il sociale, per la famiglia che sia l’Arma o quella avuta dalla moglie, con tre figli e quattro nipoti (tutti parmigiani). E dopo 48 anni di onorata carriera, si usa dire così, ecco che è arrivato il giorno di vestire solo panni borghesi. Che, chiaramente lui ama poco. «Che faccio domani? Mi incateno qua»: scherza (ma non troppo) sorridendo nel suo ufficio ormai spoglio, senza le sue suppellettili, i ricordi.


«Devo togliere ancora due o tre cose». Conoscendolo lo farà oggi, alla fine di una giornata indimenticabile comunque: oggi Giuseppe Cacciaguerra compie 65 anni, oggi è l’ultimo giorno di lavoro. «Di più non si può stare nell’arma, è la legge», dice. Dura lex sed lex, quella che lo ha guidato sin da quando aveva 17 anni. Quando si arruolò: mica roba da ridere. A 26 anni era già alla guida della sua prima caserma, maresciallo. Nella sua Sicilia, a Roma, a Firenze, a Fidenza, a Roccabianca e a Fontanellato.
A Fontanellato dal 7 ottobre del 1991, ininterrottamente sino ad oggi. Semplicemente «il maresciallo». Molta strada a piedi, un territorio ampio da controllare, da Fontanellato a Fontevivo, dall’Interporto alla via Emilia. All’inizio, quando ancora i carabinieri risiedevano nella vecchia caserma vicino alle scuole, erano in quattro. Ora sono il doppio, ma il lavoro è tanto. Lui è cambiato poco, anzi. Poche amicizie, qualche conoscenza in più, il giusto distacco ma anche la grande conoscenza del territorio. In giro a piedi tra i mercati, sulle strade per controllare.


Con una sola filosofia: aiutare la gente, tutta. Una sorta di missione sociale: forse è questa la vera eredità che vorrebbe lasciare ai suoi colleghi. Quell’umanità che non deve mai essere dimenticata, anche nei momenti più difficili di un mestiere tremendamente complicato.
Tra le frasi rubate, al momento dei saluti, la più importante riguarda proprio le persone, la gente: «Aiutare facendo rispettare la legge, questo è il vero mestiere del Carabiniere». Sempre poche parole, interviste zero, notizie meno: anche nei rapporti con la stampa mai un’indiscrezione, un gossip. E la gente lo sapeva, per questo spesso davanti al suo ufficio c’era la fila di persone, pronte a chiedere aiuto, pronte ad aprirsi senza remore o reticenze, per i piccoli o grandi problemi di questo periodo anomalo. E in tutto questo non è mai mancato un sorriso al momento giusto o una parola di conforto o una reprimenda decisa.
Adesso, smessa la divisa, Cacciaguerra resterà nella sua Fontanellato, con qualche puntatina nella sua Sicilia: per ora questo è l’unico vero progetto. Da domani Giuseppe Cacciaguerra, con la sua famiglia, sarà semplicemente marito, padre e nonno. Anche questi mestieri complicati, caro Cacciaguerra, ma li saprai affrontare col sorriso, come sempre. Ne siamo sicuri.
Sandro Piovani

© Riproduzione riservata

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