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Premio Monte Caio

La cultura della montagna come «ponte» tra le persone

Pubblicato il bando 2020-2022: ecco come partecipare

La cultura della montagna come «ponte» tra le persone

21 Febbraio 2022,15:35

La Fondazione Andrea Borri, con i Comuni di Calestano, Corniglio, Langhirano, Monchio delle Corti, Neviano degli Arduini, Palanzano, Tizzano Val Parma, i Parchi del Ducato, il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano (Mab Unesco), il Cai Club alpino italiano sezione di Parma e la Provincia di Parma, riprende l’organizzazione della quinta edizione del Premio Monte Caio, dal titolo «La cultura scala le montagne», sospesa a causa della pandemia.  Rimane dedicato a «Parma capitale italiana della cultura 2020-2021» questa edizione del premio, mentre il territorio della montagna ospiterà la cerimonia di premiazione, che già negli anni precedenti ha avuto come protagonisti scrittori noti al mondo dei lettori. Vincitore dell’edizione inaugurale: Aldo Cazzullo con «Viva l’Italia».


Cultura della montagna
Il tema sarà, quindi, quello della montagna e del suo rapporto con la cultura. Fuori dal luogo comune che vuole la montagna simbolo di divisione, i valichi montani sono da sempre stati attraversati da uomini e donne di lingua, religione ed etnia diverse. Lo scambio e la condivisione di conoscenze, necessarie per superare le avversità comuni che le popolazioni montane si sono trovate ad affrontare, hanno dato vita a nuove culture.
All’edizione 2020-2022 potranno candidarsi opere sul tema del patrimonio culturale montano che mettano in evidenza la sua peculiarità e il suo radicamento nel territorio, attraverso il veicolo della forma narrativa, delle espressioni linguistiche, delle arti figurative (pittura, scultura, architettura), della musica popolare e del folklore, di resoconti di cammini, religiosità e tradizioni.


Il valore dell'identità
Il tema del patrimonio montano potrà essere declinato in tutti quegli aspetti che ne mettano in risalto il valore sociale e identitario: dall’arte all’architettura, dal museo al paesaggio, dalle tradizioni popolari alle specificità storiche. Il premio, la cui organizzazione è affidata ad un comitato nominato e coordinato dalla Fondazione Andrea Borri, è riservato a scrittori, ricercatori e saggisti anche non professionisti, e alle scuole. Si rivolge a tutti coloro che intendono raccontare storie, reali o immaginarie, ovvero studiare il mondo delle «terre alte» e il patrimonio culturale montano.


Le sezioni e la giuria
Il premio si articola in varie sezioni. Primo, opere edite: opere (racconti, romanzi, saggi, ricerche, raccolte, guide turistiche o naturalistiche ed altro) sul tema del premio edite da meno di cinque anni. Secondo, scuole: opere di classi scolastiche (studi, ricerche, componimenti, opere multimediali ed altro).
Una giuria, composta da esperti nominati dal comitato organizzatore, selezionerà le opere finaliste che si contenderanno il riconoscimento finale. I suoi componenti sono stati individuati fra esperti e figure autorevoli, capaci di garantire una valutazione delle opere in gara sotto tutti i profili di merito.
Presidente onorario: Fabio Fabbri, già ministro e senatore della Repubblica; presidente: Caterina Siliprandi, vicepresidente Fondazione Andrea Borri. Giurati: Bernardo Borri, presidente della Fondazione Andrea Borri; Daniela Dagli Alberi, docente del liceo artistico Toschi di Parma; Andrea Greci, direttore della rivista l’Orsaro del Cai di Parma; Federica Madureri, già presidente della Commissione cultura del Comune di Tizzano Val Parma; Mauro Umberto Lucco, già professore di Storia dell’arte moderna all’Università di Bologna; Ornella Pavone, giornalista, già Editor del Touring Club Italiano; Giorgio Vecchio, già docente di storia contemporanea all’Università di Parma.
Il vincitore di ciascuna sezione riceverà un premio in denaro, che per la sezione scuole dovrà essere utilizzato per l’acquisto di strumenti o materiali a favore della classe o delle classi finaliste. Alle scuole finaliste saranno anche donati i libri candidati.


La scelta del vincitore
La scelta del vincitore avverrà nell’autunno 2022 nel corso della cerimonia pubblica di consegna del Premio. Il Comune che ospiterà la cerimonia sarà reso noto in prossimità dell’evento di premiazione. Il premio nazionale di cultura Monte Caio, di cui la Fondazione Andrea Borri è promotrice e coordinatrice, si prefigge l’obiettivo di premiare l’opera più significativa nell’esprimere l’ambiente, gli usi, le tradizioni, la storia ed il futuro delle montagne italiane. Nato nel 2011 dalla volontà dei Comuni di Tizzano Val Parma, Neviano degli Arduini, Palanzano, Corniglio, del Parco Regionale dei Cento Laghi - e col sostegno della Fondazione Andrea Borri e delle associazioni culturali «Centro Studi Valli del Termina» e «Comunità Valli dei Cavalieri» - il premio è stato voluto come occasione di celebrare il territorio montano in modo sinergico: dal punto di vista storico-culturale, paesaggistico, naturalistico e turistico. Il Monte Caio, infatti, ha da sempre unito le popolazioni che abitano i territori dell'Appennino parmense orientale non solo nella storia e tradizioni, ma anche nelle produzioni gastronomiche, Prosciutto di Parma e Parmigiano-Reggiano su tutte.


La storia del premio
La prima edizione del Premio (2011) ha avuto ad oggetto una riflessione sui 150 anni dell’Unità d’Italia, ed è stata inserita nelle manifestazioni ufficiali dedicate al 150° anniversario. Vincitore dell’edizione inaugurale: Aldo Cazzullo con Viva l’Italia. La cerimonia di premiazione si è svolta a Tizzano Val Parma.
La seconda edizione (2013), dal titolo «Montagne ed Appennini: storie ed emozioni tra realtà e finzione», ha decretato vincitore Alessandro Bertante con Nina dei Lupi. La cerimonia di premiazione si è svolta a Neviano degli Arduini.
L’edizione speciale del 2016 è stata dedicata all’inserimento dell’Appennino tosco-emiliano tra le riserve Mab (Man and the Biosphere) Unesco. Il premio è stato assegnato agli autori del libro-dossier che è valso l’assegnazione di questo importante riconoscimento. La cerimonia di premiazione si è svolta a Tizzano Val Parma.
L’edizione 2018, intitolata «Aria di montagna, venti di guerra», ha avuto come tema «la guerra e le montagne» di ogni luogo ed epoca, per celebrare il centesimo anniversario della fine della Grande Guerra. Vincitori ex aequo per la sezione opere edite: Stefano Ardito con Alpi di guerra, Alpi di pace (Corbaccio 2014) ed Enrico Camanni con Il fuoco e il gelo, la Grande Guerra sulle montagne (Laterza 2014). Vincitori ex aequo anche nella sezione scuole: la scuola secondaria di primo grado Palamonchio e la classe IV M (anno scolastico 2015/2018) del liceo scientifico Marconi di Parma.
Per informazioni sulle modalità di presentazione delle candidature si rimanda al bando pubblicato sul blog dedicato http://premioculturamontecaio.blogspot.it e sul sito della Fondazione Andrea Borri www.fondazioneandreaborri.org.

© Riproduzione riservata

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