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«Guerra dei rifiuti»: per Berceto conto da mezzo milione di euro

Per il tribunale l'Unione montana fu corretta. Lucchi: «Impugneremo»

 «Guerra dei rifiuti»: per Berceto conto da mezzo milione  di euro

di Monica Rossi

04 Marzo 2022,07:00

Borgotaro L’Unione dei Comuni Valli Taro e Ceno si porta a casa il primo round contro il Comune di Berceto: dal 2010, l’Unione ha in corso tre diverse cause con l’Ente e riguardano la raccolta e il trasporto dei rifiuti, il loro smaltimento e la gestione della discarica non più operativa: servizi che l’amministrazione aveva delegato all’Ente come fecero gli altri facenti parte dell’allora Comunità Montana.

Alla richiesta di pagamento di alcune quote arretrate, Berceto aveva risposto contestando il criterio utilizzato per stabilire quanto dovuto dai singoli enti, la correttezza dei calcoli e la qualità del servizio, richiedendo, invece, un rimborso per quanto a suo dire ha pagato in più.


«Le perizie – fa sapere l’Unione - hanno dimostrato che i dati sono corretti. Anche per le contestazioni relative alla qualità della raccolta, le prove non sono state ritenute sufficienti a dimostrare un disservizio, anzi. Per quanto riguarda i criteri di calcolo delle quote spettanti ai Comuni, sia per la raccolta e lo smaltimento, sia per la gestione della discarica non più operativa, questi erano stati stabiliti e approvati a maggioranza dalla Giunta della Comunità Montana».

Il Comune di Berceto è stato condannato in primo grado, dal tribunale di Parma, a pagare un conto estremamente salato: quasi mezzo milione di euro tra servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti (215.573 euro), quote di gestione della discarica non più operativa (29.485 euro) e servizio di smaltimento (227.392 euro). A questi importi andranno aggiunti gli interessi maturati da allora.


«I servizi si possono migliorare, gli accordi rivedere, ma la fiducia reciproca e la trasparenza restano il criterio fondamentale per trovare insieme soluzioni vantaggiose per i cittadini», commenta il presidente dell’Unione Francesco Mariani.
Da sempre in prima linea contro «i consorzi e i carrozzoni pubblici di secondo grado», Luigi Lucchi fa sapere che impugnerà quanto è stato stabilito in primo grado.

«Abbiamo cercato di capire - dice il sindaco di Berceto - perché le persone fossero malcontente del servizio di raccolta tanto costoso e comprendere come poteva succedere che un bercetese, mediamente, producesse 750 kg di rifiuti anno e un bedoniese 490 kg. Dalle perizie fatte eseguire, a livello regionale, nessun cittadino in tutte le località dell’Emilia-Romagna, produceva quantitativi di rifiuti come un bercetese. Ho fatto il mio lavoro da sindaco chiedendo incontri e valutazioni tecniche ai dirigenti della Comunità Montana. La risposta? I decreti ingiuntivi».

«Le cause tra enti pubblici sono vergognose. Di certo, nella sentenza di primo grado c’è anche scritto che i metodi di pesatura dei rifiuti erano empirici e non concordati tra enti. Non si possono lasciar tartassare i cittadini bercetesi a cuor leggero».
«Ai diavoletti locali che gridano allo scandalo, al dissesto - tiene a sottolineare Lucchi - sarebbe sufficiente dire che sono soldi accantonati, nelle casse del Comune, dal 2009. Allora la raccolta differenziata fasulla veniva censita al 20%. Oggi, quella vera, da anni, s’attesta al 70%».

© Riproduzione riservata

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