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Sant'Agata

Lunga lite giudiziaria: sarà venduta all'asta la villa di Verdi

Lunga lite giudiziaria: sarà venduta all'asta  la villa del Maestro

di Luca Pelagatti

28 Maggio 2022,10:18

E' la regola del melodramma. La tensione deve continuare a crescere fino alla scossa della romanza, fino al brivido dell'acuto. Quando il compositore si gioca tutto: e si scopre se sarà trionfo o fischi.
Ecco, lo stesso crescendo si ritrova anche in questa storia: che, in fondo con il melodramma, ha molto in comune.
«Si, siamo arrivati alla fine. Dopo decenni è arrivata la sentenza e anche se non è ancora certa la data il responso è ormai definitivo: la villa del Maestro dovrà andare all'asta».
Il Maestro, inutile dirlo, è Giuseppe Verdi; la villa è quella di Sant'Agata dove il Cigno si rifugiò per sfuggire ai bisbigli dei pettegoli di Busseto; e chi parla è Ludovica Carrara Verdi, una delle eredi del grande compositore. Sempre per restare in tema anche i tesi rapporti tra di loro sembrano presi da un libretto d'opera.
«Non è mai stato trovato un accordo tra di noi», concorda Angiolo Cararra Verdi, un altro dei discendenti del Maestro. - E visto che nessuno ha la possibilità di liquidare gli altri si dovrà andare alla vendita». Lo ha stabilito una sentenza che ora verrà confermata da una ordinanza del Tribunale di Parma che, probabilmente entro le prossime settimane, stabilirà la data e le condizioni dell'asta. Il timore è che sia una sconfitta per tutti.
«Dopo una vicenda giudiziaria dolorosa durata quasi vent'anni - prosegue Ludovica Carrara Verdi - si è arrivati alla conclusione definitiva che sancisce che non c'è mai stato un testamento che destinasse il bene solo a qualcuno di noi». Il risultato è allora che, come prevede la legge, l'eredità spetti quindi a tutti secondo il principio della successione legittima. In pratica, grosso modo, divisa in parti uguali.
Ma una cosa è il classico bilocale al mare conteso tra più eredi: in questo caso invece parliamo di un edificio unico, progettato personalmente da Verdi e che contiene ancora oggi i suoi oggetti e i suoi cimeli. Insomma, un pezzo di storia d'Italia e della musica. «Infatti questo è un luogo tutelato e quindi chiunque lo acquisirà dovrà rispettarlo come previsto dalle indicazioni di Soprintendenza e Ministero - continua Angiolo Carrara Verdi che in quella casa abita ancora oggi. E che a lungo ha sostenuto che dovesse restare a lui. - Ora vedremo cosa accadrà ma di una cosa sono certo: il Maestro stesso scrisse che questo doveva restare un luogo vivo, una casa, resa unica dagli affetti di una famiglia. E così è stato fino ad ora praticamente: sarebbe un peccato si spegnesse».
Ed è vero: sarebbe una perdita per tutti noi. Non solo per chi porta nel cognome il ricordo dell'autore della Traviata. «Per parte mia, esprimendo anche il desiderio di mia sorella, penso che la migliore scelta sarebbe quella di un ente, una istituzione che la valorizzi, che la renda fruibile a tutti. Perché questo è un gioiello di inestimabile valore patrimonio di tutti».
In questo senso potrebbe fare ben sperare il fatto che, secondo la sentenza, lo Stato italiano avrebbe un diritto di prelazione sull'immobile. Ma già in passato cimeli verdiani sono andati all'asta e poi finiti in paesi stranieri. Dove sinceri appassionati sono disposti ad ogni sforzo per avere oggetti e ricordi del genio nato alle Roncole. Quindi è probabile che da qualche parte ci sia già qualcuno pronto a rilanciare offerta su offerta per poter sedere nel salotto dove Verdi scrisse alcune delle sue armonie immortali. Anche il «Va, pensiero», tra quelle mura, è qualcosa diverso.

© Riproduzione riservata

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