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Appello

«Monchio senza medico, ora si intervenga»

I consiglieri della Lega chiedono l'impegno della giunta regionale

«Monchio senza medico, ora si intervenga»

Fabio Rainieri e Emiliano Occhi

di r.c.

09 Luglio 2022,15:05

«Da giugno Monchio delle Corti è senza medico di base e a breve altri comuni rischiano di trovarsi nella stessa situazione». L’allarme arriva dai consiglieri regionali della Lega Emiliano Occhi e Fabio Rainieri, vicepresidente dell’Assemblea legislativa regionale, che hanno depositato una risoluzione per impegnare la Giunta regionale a istituire un tavolo permanente con il Ministero della Salute, Ausl territoriali e distretti sociosanitari montani e delle aree interne, per trovare e attuare al più presto soluzioni efficaci che garantiscano a tutta la popolazione l’assistenza sanitaria di base da parte dei medici di medicina generale operanti direttamente in quei territori.

«La scarsità di medici di medicina generale è una problematica nota anche perché riguarda tutto il territorio nazionale – hanno rilevato gli esponenti del Carroccio –. Ma il servizio di assistenza sanitaria di base è essenziale soprattutto nelle realtà dei piccoli comuni di montagna o delle aree interne dove l’età media degli abitanti è elevata. Per questo diversi sindaci di comuni di montagna dell’Emilia-Romagna denunciano da tempo la situazione insostenibile di moltissimi cittadini che non hanno accesso ai servizi di medicina generale a seguito di pensionamenti o dimissioni».

Tra i motivi della difficoltà a trovare medici per le zone di montagna vi sarebbe la riduzione del compenso economico riconosciuto agli stessi professionisti su cui incide lo scarso numero di pazienti oltre alle rilevanti spese che devono affrontare per gli spostamenti. «Un problema da anni senza soluzioni ma che nell’ultimo periodo si è aggravato» hanno fatto notare i leghisti.

«Anche a Palanzano - hanno tenuto a sottolineare - la convenzione con il medico di base è in scadenza per la fine del 2022. Alcuni sindaci dei comuni montani della nostra Provincia hanno suggerito la soluzione di incentivare economicamente i professionisti che accettano incarichi di assistenza medica di base nei territori dove tale attività è più difficoltosa e meno redditizia. È una proposta che secondo noi la Regione deve considerare, smettendo di mettere la testa sotto alla sabbia».

© Riproduzione riservata

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