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MONTAGNA

Strajè, pochi ritorni in Appennino. Inglesi e americani: forfait da Covid

22 agosto 2020, 09:39

Strajè, pochi ritorni in Appennino. Inglesi e americani: forfait da Covid

Puntualmente un’estate via l’altra, sono sempre tornati nelle case che li hanno visti nascere o hanno dato i natali ai loro genitori e nonni: è l’Italia delle origini, quella gelosamente custodita nel cuore, di cui magari non si parla bene la lingua ma la si capisce bene (o quasi) e di cui si conoscono a menadito usi e costumi. Famiglie a volte numerose che il Parmense riabbraccia da decenni con l’affetto di sempre, dedicando loro anche attesissime e tradizionali feste come quella dell’Emigrante dello scorso 13 agosto a Bardi. 
Luglio e agosto nei capoluoghi della montagna e nelle loro pressoché infinite frazioni, è infatti anche questo: rimpatriata in Appennino per chi nel secolo scorso è partito alla volta di Francia, Gran Bretagna, Germania, Svizzera, Stati Uniti, America Latina in cerca di una vita migliore. Quest’anno però il Covid ha scompaginato anche gli annuali rendez-vous: non è infatti passata inosservata la minor presenza di figli, nipoti e pronipoti della Valtaro e Valceno nelle vecchie (e spesso mirabilmente ristrutturate) case di famiglia: pare che quest’anno abbiano scelto di non venire per non incorrere in ostacoli e divieti e soprattutto difficoltà di fruizione dei mezzi di trasporto.
Fatta eccezione per chi è arrivato dalla Francia, perché da Oltralpe i più si muovono da sempre in macchina, l’estate 2020 ha registrato un calo deciso di inglesi. Calo che si fa prossimo allo zero per quanto riguarda gli statunitensi e per chi, ogni anno, arriva dall’America Latina. «Per avere il polso delle presenze, è bastato buttare un occhio alle automobili in transito nelle vie centrali o parcheggiate nei viali: se fino all’anno scorso, tra luglio e agosto, le targhe raccontavano bene la provenienza dei proprietari ed erano tanti ad esempio i francesi, quest’anno sono decisamente in meno», dichiarano i primi cittadini di Bardi e Varsi, Giancarlo Mandelli e Angelo Peracchi, che fanno però sapere che francesi e inglesi sono comunque arrivati seppur in numero minore, mentre a mancare del tutto sono stati gli expat d’Oltreoceano. 
«Già esigui nelle estati passate, gli americani quest’anno non si sono visti: rispetto alla solita affluenza, anche l’annuale festa dell’Emigrante era in tono minore, senza ballo liscio ma solo musica d’ascolto, con circa 400 persone tra posti a sedere, giardini e piazza», chiarisce Mandelli. «In compenso - fa invece sapere Peracchi - sono state riaperte tutte le seconde case, anche quelle chiuse da tempo immemore: sono persone originarie di Varsi che vivono nelle grandi città italiane e che per anni se non decenni non hanno fatto ritorno al borgo delle origini. A loro si sono aggiunti anche molti villeggianti che pur non avendo alcun legame con la Valceno, hanno scelto di prendere in affitto una casa qui e godersi la campagna dopo mesi di lockdown in città, magari in un appartamento senza spazi esterni».
 Una tendenza, questa, confermata anche per Bedonia, dove le presenze sono per lo più francesi. «Per quello che abbiamo potuto appurare girando in paese e frequentando i locali pubblici, a Bedonia quest’anno i francesi non si sono fatti attendere, ma gli inglesi li conti purtroppo sulle dita di una mano e per quanto sappia non è tornato nessun americano», fa infatti sapere il sindaco Gianpaolo Serpagli. 
«Nessun americano, qualche raro inglese e pochissimi francesi», gli fa poi eco il sindaco di Albareto Davide Riccoboni, mentre per Compiano apprendiamo, dal primo cittadino Francesco Mariani, che all’ombra del castello «non si sono visti né gli inglesi né gli americani. Dalla Francia invece direi che sono arrivati quasi tutti: le loro seconde case sono infatti aperte e c’è chi si è portato appresso qualche amico».