Sei in Provincia

Unione Montana

Medici di base, i sindaci della montagna sul piede di guerra: «Rivedere il sistema»

Monchio, Palanzano, Tizzano, Corniglio, Neviano: paesi uniti nel disservizio

di Maria Chiara Pezzani -

20 aprile 2021, 09:32

Medici di base, i sindaci della montagna sul piede di guerra: «Rivedere il sistema»

Torna alla ribalta il problema del medico di medicina generale in montagna. Ieri il sindaco di Monchio Claudio Riani, di Palanzano Ermes Borachi, di Tizzano Amilcare Bodria, di Corniglio Giuseppe Delsante e di Neviano Alessandro Garbasi si sono riuniti nella sede dell’Unione Montana, a Langhirano, per discutere e cercare di fare fronte comune al fine di risolvere una situazione che accomuna tutti i singoli territori.
Nei giorni scorsi infatti si sono registrati dei disguidi legati all’attuale condivisione del medico di base di Palanzano, che si trova a coprire anche il comune di Monchio. Il medico di base infatti da qualche settimana non è più presente. Prima soluzione: l’accordo raggiunto dall’Ausl con la dottoressa di Palanzano, che quindi si occupa anche dei mutuati del territorio monchiese. 
«Ma questo ha creato dei disservizi», spiega Riani. Una situazione che preoccupa anche il collega di Palanzano, territorio in cui da più di un anno si alternano vari medici. Entrambi infatti temono la mancata erogazione di un servizio essenziale in un momento così particolare e a fronte di una popolazione, per la maggior parte anziana, che invece necessita di figure presenti e stabili.
 Il problema del medico di medicina generale però accomuna più in generale tutta la montagna. Anche il comune di Neviano degli Arduini infatti nella parte alta del territorio da circa un anno fa i conti con la mancanza di un medico titolare. E a ruota anche altri comuni rischiano di trovarsi nella stessa situazione, legata al pensionamento dei medici storici e la difficoltà di trovare figure per sostituirli che siano disposti ad operare in un territorio con difficoltà logistiche, a fronte di un numero minore di pazienti. «Prendiamo spunto da quello che è accaduto a Monchio per chiedere un ripensamento del sistema attuale - spiegano i sindaci -. Serve una gestione diversa, che significa anche incentivare o nominare i medici per la montagna. Un sistema nuovo che possa essere valido e applicabile in tutti i territori montani».