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Per la rinascita dell'Appennino è nato il Biodistretto delle Alte Valli

05 febbraio 2020, 10:48

Per la rinascita dell'Appennino è nato il Biodistretto delle Alte Valli

 ERIKA MARTORANA  

BARDI Uno sviluppo del territorio sostenibile, concreto e, soprattutto, realizzabile, nell’ottica della promozione di eccellenze agroalimentari, naturalistiche e storiche. 
È questo il fine primario studiato nei dettagli dal Consorzio delle Alte Valli, una realtà che comprende tutte le aziende operanti in campo agricolo e turistico, ma anche nei settori della ristorazione, dell’accoglienza ed in ogni altro che concorra al raggiungimento di questo prestigioso obiettivo.
 Per ottenere ciò, il Consorzio ha creato un progetto denominato «Biodistretto delle Alte Valli», che è stato presentato a Bardi, al teatro Maria Luigia. 
Di fronte ad una sala gremita, i principali fautori del piano, tra cui il presidente ed il vicepresidente del gruppo, rispettivamente Simone Andrei e Michele Sartori, hanno presentato il biodistretto, ovvero un’area geografica dove agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni stringono un accordo per la gestione sostenibile delle risorse locali, partendo dal modello biologico di produzione e consumo.
 Il sodalizio comprende tre regioni, 23 comuni di montagna, rispettivamente delle province di Parma, Piacenza, Genova e Massa Carrara, e 11 alte valli. “Alte Valli” nasce come realtà inclusiva ed apartitica, in grado di superare i confini amministrativi dei vari comuni, riunendo i territori dell’Appennino in nome della loro rinascita e del loro sviluppo. L’incontro, organizzato dal Consorzio Alte Valli, con la collaborazione dei Comuni di Bardi e di Varsi (presenti alla serata entrambi i sindaci dei due comuni, Giancarlo Mandelli e Angelo Peracchi, insieme a quello di Bore, Diego Giusti, per quanto riguarda la Valceno), ha, dunque, permesso di raccontare ai cittadini valcenesi l’ambizioso piano legato alle eccellenze ed alle grandi risorse locali.
 «Quello a cui abbiamo dato vita- hanno dichiarato - è un unico contenitore di progetti come “Bee Life” per tutelare, nello specifico, il mondo delle api, ma anche altri relativi ai vitigni antichi, all’economia ittica della Trota Fario Mediterranea, al corniolo rosso, al parmigiano biologico di montagna, agli allevamenti ecosostenibili, alle coltivazioni di cereali ed ai birrifici artigianali». «La porta è aperta a chiunque voglia aderire- hanno sottolineato i relatori del Consorzio nel corso dell’importante appuntamento-, nel rispetto delle regole stabilite da Aiab (associazione italiana agricoltura biologica) e dei requisiti: tra quelli ritenuti fondamentali vi sono la presenza di aziende agricole vocate al bio ed un territorio con percentuali di Sau biologiche significative. Inoltre, richiediamo un territorio salubre, privo di aziende inquinanti o potenzialmente tali; da rimarcare anche l’immancabile vocazione agricola di un’area a discapito di produzioni di tipo industriali o del settore terziario. Infine - hanno concluso - l’essere comuni veramente di montagna».