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La Val Noveglia ricorda il presidente Marino Bergazzi

11 ottobre 2021, 12:16

La Val Noveglia ricorda il presidente Marino Bergazzi

La comunità della Val Noveglia ha ricordato nei giorni scorsi, con una messa a Monastero di Gravago, il suo storico «presidente», Marino Bergazzi, scomparso un mese fa. Nato a Bardi nel 1933, Marino visse fino all’età di 5 anni a Londra; tornato in Italia durante la guerra, si trasferì a Casa Bagaglia, per poi risiedere a Fidenza. Persona molto attiva, a 19 anni entrò nell’Accademia dei Carabinieri a Torino, prendendo parte a tante missioni, anche a fianco del generale Dalla Chiesa. In quegli stessi anni, quanto alla sfera privata, si sposò con Luciana, a Milano; dalla loro unione, nacque l’amata figlia Elisabetta, nascita che lo spinse a rinunciare, seppur con grande rammarico, alla carriera nell’arma. Appassionato di sport e in particolare di calcio, tifosissimo del Milan, ma con la Val Noveglia nel cuore, nel 1984 Marino fondò con un gruppo di amici locali l’A.S. Val Noveglia, di cui fu presidente per oltre un decennio, facendo apprezzare le sue qualità di uomo buono e aperto al dialogo. Proprio grazie al suo impegno, sorse l’attuale campo sportivo di Noveglia, nell’area del «campo d’aviazione», dove furono poi costruiti anche i i relativi spogliatoi. Per la società sportiva, iniziò in quegli anni la gestione della famosa «Sagra popolare di Sant’ Anna» dove Marino fu sempre in prima fila, sacrificando anche il proprio lavoro, per permetterne la buona riuscita. Instancabile, si adoperò all’interno del sodalizio per aiutare un gruppo di giovani nella realizzazione della Baita di Noveglia, oltre che per portare avanti i famosi carri allegorici di Carnevale. 
«Era sempre pronto ad ogni iniziativa che veniva intrapresa a Gravago - ha detto il presidente della As Val Noveglia, Fabrizio Costa -. Era un caro amico, persona positiva e diplomatica, lascia un vuoto immenso nella nostra comunità. Lo voglio ricordare come colui che ha dato vita alla nostra associazione e allo sviluppo della nostra comunità. Sono stato al suo fianco per tanti anni come suo vice: mi ha insegnato e trasferito conoscenze e principi importanti per la coesione del nostro sodalizio. Ora i suoi valori vivranno dentro ognuno di noi». r.c.