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Operazione Nido 365 giorni: così Bedonia cerca un nuovo baby boom

Stop allo spopolamento: nuovo progetto dell'amministrazione dedicato alle coppie che lavorano 

di Monica Rossi -

01 ottobre 2019, 11:39

Operazione Nido 365 giorni: così  Bedonia cerca un nuovo baby boom

 Si chiama «Nido 365», il nuovo progetto dell’amministrazione bedoniese che, per rispondere alle esigenze delle coppie che lavorano, permette loro di lasciare i propri piccoli in un asilo nido e una scuola materna aperti anche durante i mesi estivi e durante le vacanze natalizie e pasquali, con orario peraltro prolungato fino alle 18.30. 
Il progetto potrebbe essere visto come uno dei tanti tasselli necessari per contrastare lo spopolamento della montagna e, magari, incentivare le nascite. Che, stando ai dati Istat, nel 2018 sono state appena 449mila (9mila in meno rispetto al minimo storico già registrato nel 2017), un trend fortemente negativo che ci pone al livello più basso dai tempi dell’unità d’Italia. I dati sono ancora più allarmanti se confrontati con gli anni ‘60, quando anche nel Belpaese si verificò il «baby boom». Il picco, allora, fu registrato nel 1964 con 1.018.000 bebè. 
Ma perché calano le nascite? Ciascuno avrà le proprie motivazioni e ce ne guardiamo bene dal giudicare, ma una cosa ci sentiamo di dirla: anche dove non esistono strutture e dove le coppie lavorano, un baby boom è più che possibile. Bobbio, nel Piacentino,  ne è un chiaro esempio: nel borgo piacentino tra i monti dell’Appennino, infatti, son nati 30 bambini in un solo anno. Così tanti che si è reso necessario aprire un nido comunale. Un dato eccezionale che, per i paesini di montagna, fa ben sperare. Soprattutto per realtà come Bedonia, simile a Bobbio per curva demografica. «Prioritario per un paese di montagna è intraprendere tutte le azioni per limitare lo spopolamento: soppesando le esigenze dei genitori lavoratori e spesso pendolari, abbiamo voluto offrire un servizio che, oltre a garantire un livello pedagogico adeguato, potesse coprire l’intera giornata lavorativa e l’anno nella sua (quasi, ndr) totalità», dichiara il sindaco Serpagli. Aperto anche a luglio e agosto, il Nido ritocca altresì le tariffe. «Ci auguriamo che servizio e tariffe basse siano da stimolo per portare a Bedonia nuovi residenti. I primi responsi da parte dei genitori sono positivi». 
«Il progetto, per ora sperimentale, è una novità assoluta per i paesi di montagna come il nostro - dichiara a sua volta Serena Previ, assessore con delega alle Politiche scolastiche, sociali e pari opportunità -. E l’obiettivo per i prossimi anni è di ridurre ulteriormente le rette». 
«Sia il legislatore nazionale che regionale stanno andando in questa direzione - aggiunge in merito Serpagli -: il contributo istituito quest’anno dall’Emilia Romagna, da sempre un faro per i servizi all’infanzia, ci sta dando una mano». Contributo che quest’anno si attesta sui 50 euro al mese a bambino nel primo scaglione Isee. «Il minimo in base agli iscritti del 2017, l’anno peggiore per Bedonia con appena 11 iscritti: il prossimo anno, però, dovrebbe essere almeno il triplo».
 

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