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Dopo tre anni di indagini individuato l'incendiario della Valtaro (è ai domiciliari)

07 agosto 2020, 15:49

Dopo tre anni di indagini individuato l'incendiario della Valtaro (è ai domiciliari)

I carabinieri Forestali del Nucleo investigativo di Parma e delle stazioni di Solignano e Borgotaro, coordinati dal procura della Repubblica di Parma, dopo tre anni di indagini, hanno individuato il responsabile di diversi incendi boschivi in Val Taro. Il Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura, ha disposto gli arresti domiciliari per il soggetto.
Fin dal 2017 una serie di incendi boschivi di chiara matrice dolosa in Val Taro è stata oggetto di approfondite indagini. In particolare alcuni eventi dell’inizio dell’estate del 2019 in località Roccamurata, in località Brusco e Castoglio sono stati monitorati con una meticolosa e attenta attività di indagine caratterizzata da appostamenti sul territorio, video e foto riprese, prelievo di reperti e testimonianze. Gli accertamenti condotti hanno permesso di individuare, anche alla luce di un ulteriore episodio verificatosi a fine giugno 2020, il responsabile che nel corso di alcuni anni in Val Taro ha provocato diversi incendi boschivi che in alcuni casi sono rimasti in forma iniziale grazie all’immediato intervento delle squadre di spegnimento.

L’incendiario ha usato modalità abbastanza uniformi: si recava sui luoghi con autovettura propria, fermandosi in località isolate e, in assenza di elementi di disturbo e in presenza di vegetazione secca, lanciava cubetti di sostanza accendifuoco a base di idrocarburi. Dai lanci non sempre è scaturito un incendio e questo ha permesso di repertare alcuni degli inneschi usati. In diversi casi dai lanci delle esche incendiarie sono scaturiti incendi boschivi. Le motivazioni del comportamento sembrerebbero ascrivibili a vendette o ripicche nei confronti di parenti con i quali esistono motivi di contrasto, ma anche intenti punitivi per presunti torti subiti ad opera dei proprietari dei boschi incendiati. In alcuni casi l’incendiario dava fuoco anche a boschi non direttamente riconducibili a persone di sua conoscenza, forse per errore o, più verosimilmente, per non ingenerare sospetti sui legami.