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CINEMA

A Busseto torna il Festival Guareschi. Con Giovannino in streaming

31 ottobre 2020, 09:24

A Busseto torna il Festival Guareschi. Con Giovannino in streaming

Dal 7 al 28 novembre a Busseto si parlerà ancora di Giovannino Guareschi, del suo Cristo parlante, di un curioso film a quattro mani, disgiunte, firmato da Guareschi e Pier Paolo Pasolini e di una ancor più curiosa partita di pallone - una disfida - giocata nella nebbia di Parma tra la troupe di Pasolini, impegnata nelle riprese di «Salò» e quella di Bernardo Bertolucci che girava «Novecento»; gomito a gomito nei paesaggi emiliani, gamba contro gamba nel campo di calcio.

Si farà con ospiti illustri, amici di vecchia data e nuovi, tutti accomunati dall’amore per il «Mondo piccolo». il Teatro di Busseto ospiterà infatti  la terza edizione del Busseto Festival Guareschi, quest’anno in modalità streaming, incentrata sulla lettura della società italiana firmata da grandi cineasti emiliani; di nascita o per scelta. Oltre a Guareschi, naturalmente, saranno quindi al centro dell’attenzione, Bernardo Bertolucci e Pier Paolo Pasolini. 
Quattro appuntamenti con il cinema, il 7, 14, 21, 28 novembre; due mostre, una sorpresa sul sagrato della Chiesa Collegiata di San Bartolomeo e visite guidate d’eccezione all’Archivio Guareschi di Roncole. E intanto, nelle trattorie della Bassa, menu della tradizione dedicati a Giovannino. Tutto in sicurezza, secondo le più attuali norme di contenimento Covid.

Le immagini tratte da documentari e film, saranno introdotte da critici e giornalisti, insieme ad Egidio Bandini curatore della rassegna; tra questi: il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti, il direttore del Quotidiano Nazionale Michele Brambilla, il vescovo emerito di Ferrara Luigi Negri, l’onorevole Fausto Bertinotti, il professor Marco Marinacci e l’avvocato Riccardo Gotti Tedeschi, l’attore Enrico Beruschi, il regista Umberto Asti, la storica e saggista Marina Rossi, i registi Alessandro Di Nuzzo e Alessandro Scillitani, lo sceneggiatore del Don Camillo a fumetti Davide Barzi, il giornalista Sandro Piovani.
Nel mese di novembre le trattorie della Bassa Parmense dedicheranno all’evento un menu che avrebbe certamente messo d’accordo Don Camillo e Peppone. Il Busseto Festival Guareschi si propone così come viaggio ideale di esperienza, tra cinema, paesaggi culturali e gastronomia; eccellenze della terra emiliana. 
La manifestazione mira anche a puntellare le iniziative di promozione del territorio messe in campo dalla Regione Emilia-Romagna - tra queste spiccano i percorsi di cineturismo - e quelle sostenute da Destinazione Turistica Emilia come è stata, nello specifico, la creazione e promozione degli itinerari dedicati a Giovannino Guareschi e a Bernardo Bertolucci tra le province di Parma e Reggio Emilia
Tutti gli incontri previsti in teatro, ripresi da telecamere, si svolgeranno a porte chiuse e saranno trasmessi in diretta streaming e successivamente disponibili sul canale YouTube Busseto Festival Guareschi.
«Che Festival Guareschi sarà, questo del 2020? Indubbiamente diverso da come siamo abituati a immaginarlo - spiega il curatore della rassegna Bandini  -:  le nuove norme di sicurezza ci impongono di non avere pubblico in teatro e le limitazioni agli spostamenti consigliano di evitare conferenze in presenza. Fortunatamente ci viene in soccorso la tecnologia e, così, in diretta streaming avremo comunque i nostri ospiti collegati e parleremo di Giovannino, delle sue storie, della sua vita e del suo “Mondo piccolo”, il tutto intrecciato con altre storie, altre vite e altri mondi, sempre nello spirito che contraddistingue il festival di Busseto: un sapiente mix di cultura, tradizioni, spettacolo, mostre ed enogastronomia che, giunto alla terza edizione, si confronta anche con la realtà della pandemia, senza arrendersi. Anzi. Accettando una sfida che sarebbe piaciuta anche a Guareschi: lui che aveva affrontato una tragedia ben peggiore, quella dei Lager, certamente non si sarebbe dato per vinto e, utilizzando al meglio le risorse a disposizione, avrebbe proseguito nel cammino, volgendo a proprio vantaggio anche le circostanze più avverse. Questo fece Giovannino nei campi di prigionia nazisti, immaginando le pagine indimenticabili del “Diario clandestino”: questo tenteremo di fare noi, molto più modestamente, tenendo vivo il lume di un festival che vuol dare a tutti un messaggio di speranza. Lo stesso messaggio che leggiamo in ogni racconto di Guareschi».
r. s.