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CARABINIERI

Fidenza, picchia la compagna e le distrugge il cellulare per impedirle di chiedere aiuto: arrestato 51enne

05 settembre 2021, 10:38

Fidenza, picchia la compagna e le distrugge il cellulare per impedirle di chiedere aiuto: arrestato 51enne

Quando i carabinieri della Stazione di Busseto sono entrati nella casa di Via Palmiro Togliatti a Fidenza, dove era stata segnalata una lite familiare, hanno trovato suppellettili, stoviglie in ceramica e bicchieri di vetro distrutti e diverse chiazze di sangue sparse sul pavimento del salone di ingresso.

L'uomo che ha aperto la porta - e che aveva chiesto l'intervento del 112 - non aveva ferite, dunque  la pattuglia ha controllato le stanze per verificare la presenza e le condizioni di salute della convivente. All’interno della camera da letto è stata trovata la 36enne, spaventata e con segni di violenza sulle gambe ed in volto. Alla vista dei carabinieri ha subito chiesto aiuto e per le cure è stato richiesto l’intervento del 118.

Nel frattempo il compagno, un 51enne campano, ha raccontato di esser stato lui a chiamare le forze dell’ordine,perchè durante il litigio, corredato da percosse e da lanci di oggetti vari, la donna aveva cercato di chiedere aiuto al 112 col telefono cellulare. Telefono che lui stesso ha distrutto per impedire la chiamata. La 36enne, non riuscendo ad ottenere l'aiuto sperato, avrebbe impugnato un coltello da tavolo e a quel punto è stato l’uomo a chiamare i carabinieri.

Poco dopo è sopraggiunto il 118, che dopo una breve e rapida visita alla donna, ha ritenuto opportuno approfondire gli accertamenti all'ospedale di Vaio. L’uomo è stato condotto in caserma. La donna dimessa dall’Ospedale, in tarda notte, è stata accompagnata in caserma dove ha formalizzato la denuncia, corredata dal referto medico che riporta la diagnosi di rottura delle ossa nasali a seguito di aggressione con colluttazione e ferite superficiali alle ginocchia con una prognosi 30 giorni. L’uomo è stato arrestato per maltrattamenti e portato nel carcere di Parma a disposizione dell’Autorità Giudiziaria