Sei in Collecchio

collecchio

Collecchio non dimentica: una targa e tanto affetto per Coppi

di Gian Franco Carletti -

18 settembre 2019, 10:02

Collecchio non dimentica: una targa e tanto affetto per Coppi

 Disse Fausto Coppi: «Per un corridore il momento più esaltante non è quando si taglia il traguardo da vincitori. E’ invece quello della decisione, di quando si decide di scattare, di quando si decide di andare avanti e continuare anche se il traguardo è lontano». Così recita la prima parte della targa di marmo dedicata a Fausto Coppi, scoperta ieri in viale della Libertà dall’amministrazione comunale e dalla Virtus Collecchio. 
Il «Campionissimo» è restato nel cuore dei collecchiesi e in tanti si sono presentati all’evento che, nel centenario della sua nascita, ha voluto ricordare gli anni in cui ha pedalato alla Coppa Collecchio (dal 1957 al 1959), occasioni che lo ha visto ospite della famiglia Farasini che all’epoca abitava nella casa sulla quale è stata posta la targa. La scelta di scoprire la targa lo stesso giorno dell’ottantaquattresima edizione della gara ciclistica è stata particolarmente felice: era proprio il 17 settembre 1957 quando Coppi arrivò in paese la prima volta. Un legame, quello con Collecchio, che non si è mai sciolto. Lo dimostrano i ricordi commossi e l’emozione delle persone presenti.
Faustino Coppi, figlio del Campionissimo, ha voluto essere presente all’inaugurazione assieme a Mario Coppi, cugino di Fausto. 
Ha esordito dicendo: «Vi ringrazio per questa bellissima idea e per i ricordi. E’ molto toccante vedere la commozione e la sincerità delle persone che ricordano ancora mio padre».
Antonio Farasini a stento ha trattenuto le lacrime quando lo hanno invitato a parlare: «Coppi era un uomo universale, buono, sincero e un grande amico. C’è chi ha vinto più di lui, ma le sue imprese sportive sono irripetibili e memorabili». 
Farasini ha poi ricordato alcune imprese del Campionissimo e ha regalato immagini di Coppi a tutti. Stefano Risoli, presidente della Virtus, anche lui molto emozionato: «Non ho vissuto i tempi di Coppi ma tramite Farasini ho conosciuto la famiglia del Campionissimo. Siamo felici e soddisfatti per l'importanza data a una ricorrenza come questa».
Il sindaco Maristella Galli ha poi aggiunto: «Sono passati 100 anni dalla sua nascita, ma il suo nome e la sua fama non hanno tempo». 
E’ stato proprio il sindaco, con a fianco Stefano Risoli e Faustino Coppi, a scoprire la targa che poi è stata benedetta dal parroco don Guido Brizzi Albertelli che ha detto: «E’ un momento bello, sincero e autentico che manifesta quello che abbiamo nel cuore».