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Nido «La Rondine», Comuni e sindacati ai ferri corti

08 dicembre 2019, 11:47

Nido «La Rondine», Comuni e sindacati ai ferri corti

Botta e risposta tra sindacati e Comuni di Sala Baganza e Felino in merito alla privatizzazione del nido “La Rondine” di Felino.
 In una lettera aperta alla cittadinanza e al mondo politico Cgil e Cisl hanno ribadito il proprio “no” all’operazione, rilanciando alcune proposte per mantenere l’importante servizio in mano pubblica. A stretto giro di posta è arrivata la replica congiunta delle due amministrazioni comunali che hanno sottolineato come «la regia del servizio rimarrà in capo ai comuni». I sindacati lamentano di avere ricevuto risposte generiche alle loro richieste.
 «È stato chiesto un piano di sostenibilità dell’operazione – si legge nella lettera - in cui individuare costi e benefici della trasformazione». «Come organizzazioni sindacali – proseguono - continuiamo ad esprimere la nostra totale opposizione a questo percorso che non farebbe altro che rendere più povero il valore aggiunto legato alla gestione diretta del servizio in capo ai comuni». I sindacati hanno quindi lanciato alcune proposte alternative sottolineando come la Regione nel corso dell’anno, attraverso importanti finanziamenti e normative, abbia sostenuto un positivo modello di servizio educativo a gestione diretta pubblica. «Abbiamo indicato più volte ai sindaci dei comuni interessati – scrivono i sindacati - una soluzione alternativa: stipulare una convenzione con l’Azienda pedemontana sociale, azienda pubblica di cui i comuni di Sala Baganza e Felino sono soci tanto quanto i comuni di Collecchio, Traversetolo e Montechiarugolo». Si tratta di un ente che già gestisce i servizi socio-assistenziali sul territorio della Unione pedemontana, «ne conosce le esigenze e che, per sua stessa natura giuridica – precisano i sindacati - è stata creata come soggetto gestore pubblico anche per i servizi educativi».
 Al momento le amministrazioni «hanno rifiutato anche questa ipotesi – concludono - senza però spiegare le ragioni della propria contrarietà tramite valutazioni puntuali nel merito». Questa la replica delle amministrazioni comunali di Sala e Felino: «Siamo sorpresi per toni e contenuti del comunicato. Il percorso intrapreso dalle nostre amministrazioni è stato condotto con profondo rispetto delle lavoratrici comunali ancora presenti nella struttura (due dipendenti di Felino e due di Sala Baganza), che non perderanno alcun diritto e coinvolgendo le organizzazioni sindacali. Educatrici di ditte esterne operano da anni nel nido La Rondine secondo un modello organizzativo in cui la regia del servizio è in capo ai comuni, che esercitano una funzione di indirizzo e controllo a cui non intendiamo rinunciare. Le famiglie hanno dimostrato ripetutamente di apprezzare la qualità del lavoro svolto presso il nostro asilo nido, senza mai rilevare differenze tra dipendenti pubblici o privati. Prefigurare scenari apocalittici a fronte del completamento di un percorso che attiverà modalità organizzative ampiamente consolidate in numerosi altri comuni, già sperimentate nella nostra organizzazione, appare non rispettoso di lavoratrici e lavoratori delle ditte che, al pari dei nostri operatori, con grande professionalità e passione lavorano in questo settore». 
r.c.