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La tragedia del piccolo Emanuele, il papà: «Grazie a chi condivide il nostro dolore»

02 febbraio 2020, 12:01

La tragedia del piccolo Emanuele,  il papà: «Grazie a chi condivide il nostro dolore»

Negli occhi del padre di Emanuele, il bambino di 5 anni deceduto lunedì a causa di una caduta accidentale dal primo piano della sua casa in via Spezia, il vuoto; le lacrime scorrono sulle guance.  Il dolore per la scomparsa del figlio è incolmabile, nella sua mente scorrono gli ultimi istanti in cui lo ha visto: la carezza che gli ha dato prima di sdraiarsi, al ritorno dal lavoro, domenica. Poi la fatalità.  Come in un film, si susseguono i momenti concitati legati alla disgrazia: gli attimi in cui il custode della ditta Annoni, Matteo Di Tommaso, per primo, ha cercato di rianimare il piccolo, sul selciato del marciapiede, dopo un volo di cinque metri. 
Domenica scorsa Emanuele ha accolto il padre verso le 15.30, pieno di gioia e di affetto, lo ha abbracciato, voleva giocare. Lui si è coricato, si era alzato presto per affrontare il turno di lavoro. Con lui si è addormentata anche la sorellina di Emanuele, di due anni e mezzo.  Il bambino è rimasto con la madre, in cucina, e poi la tragedia: si è sporto da una finestra al primo piano ed è precipitato.  I medici della Rianimazione del Maggiore hanno tentato l’impossibile, lunedì è intervenuta la morte clinica: i genitori hanno deciso di donare gli organi di Emanuele: permetteranno ad altri bambini di vivere.
 Collecchio ha appreso incredulo della notizia ed ha dimostrato la sua forza maggiore: la solidarietà.  In tanti si sono attivati per portare conforto ai genitori, per dare loro aiuto. E, si sa, in questi momenti la vicinanza e la condivisione del dolore sono l’unico antidoto alla disperazione.  Lo ha fatto anche il sindaco, Maristella Galli, che fin da subito, tra i primi, ha fornito supporto non solo morale, ma anche materiale ai genitori, in sinergia con la Pedemontana sociale. 
«Mi sono subito attivata – spiega il sindaco – incontrando i genitori, distrutti dal dolore, per poterli aiutare in un momento così difficile. Per potare sostegno ed essergli vicina».  Emanuele frequentava la materna Don Milani, dove insegnanti, genitori e bambini sono rimasti profondamente scossi. «Al dolore ed al senso di vuoto dell’intera comunità scolastica, che si unisce a quello della famiglia, – ha spiegato il preside, Giacomo Vescovini, - c’è il gravoso impegno di dovere comunicare ai nostri bambini questa tragedia, troppo grande per essere compresa da loro».
 I famigliari di Emanuele, il padre Dawit e la zia paterna Estegenet sono commossi. «Ringraziamo tutti coloro che hanno condiviso questo momento straziante con noi – spiegano – a partire da Matteo Di Tommaso che ha cercato di salvare Emanuele, il sindaco, e tutti coloro, e sono stati tanti, che hanno prestato i soccorsi e condiviso il nostro dolore». Il rosario è previsto domani,  alle 20.30, nella parrocchiale di San Prospero. Martedì  la camera ardente sarà aperta dalle 8 alle 9.15 all’ospedale Maggiore e dalle 10 alle 14.30 nelle Nuove sale del commiato collecchiesi in via delle Basse 1/G a Collecchio. Le esequie si svolgeranno alle 14.40 nella chiesa di San Prospero.