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LUTTO

Calciatore e gentiluomo, Collecchio piange Giorgio Maestri

Giocò nella De Martino, seconda squadra dell'Inter, accanto a Mazzola e Facchetti. Poi in B nel Verona e in altre squadre. Uomo dal fair play innato, diventò antiquario

17 dicembre 2020, 09:27

Calciatore e gentiluomo, Collecchio piange Giorgio Maestri

Collecchio e il mondo del calcio in lutto per la scomparsa di Giorgio Maestri, 78 anni, il portiere e antiquario che giocò in serie B: ai funerali, celebrati qualche giorno fa, il saluto degli amici e di tanti sportivi. 
Quella di Giorgio è la storia di un ragazzo che si è fatto apprezzare per la pacatezza, il garbo, l’educazione e la passione che ha messo in tutto ciò che ha fatto.
 Nasce nel 1942 a Stradella di Collecchio da una famiglia legata all’agricoltura. Il padre Ferruccio, proprietario di mezzi agricoli, lavorava per conto terzi. Trascorre un’infanzia felice, assieme alle sorelle Lella, Betta e Susanna. Nel 1958 inizia la sua carriera di calciatore: il primo incontro con il pallone in parrocchia; poi, l’esperienza nel Collecchio, allenato da Franco Tagliavini.
 Tra la fine degli anni Cinquanta e gli inizi degli anni Sessanta del Novecento si mette in evidenza come portiere e viene convocato nella rappresentativa provinciale di Lega Giovanile. Inizia un percorso costellato da diverse soddisfazioni: nel 1961 è convocato dall’Inter, diventando un punto di forza della De Martino, la seconda squadra dell’Inter.
  Gioca con alcuni dei protagonisti del calcio italiano: Sandro Mazzola, Roberto Boninsegna e Giacinto Facchetti. Il presidente Angelo Moratti lo cede, poi, al Verona, allora in serie B. Viene successivamente dato in prestito alla Pistoiese. Nel 1964 si mette in evidenza disputando 27 partite e viene convocato in nazionale. 
Nel 1965 torna al Verona. Un brutto infortunio al ginocchio lo costringe ad interrompere temporaneamente l’attività. Nel 1967 rientra nell’Ascoli e sul campo del Del Duca disputa il più bel campionato della sua carriera con Carlo Mazzone. Nel 1969 passa all’Entella Chiavari e chiude la sua esperienza nel 1970 con la Nocerina. Garbato, cortese, pieno di umanità, Giorgio si è distinto, in seguito, per aver allenato i ragazzi dell’Arsenal e della polisportiva di Collecchio. 
Dal 1970 al 1974 con il padre e le sorelle gestisce il bar di Stradella. Nel 1974 il matrimonio con Anna Rita, incontrata ad Ascoli, coronato dalla nascita del figlio Pierluigi. Con lei condivide la passione per l’antiquariato. Appassionato di mobili antichi, nel 1978 apre il suo negozio di antiquariato e laboratorio di restauro in vicolo Azzoni a Collecchio, per poi trasferirsi in piazza Avanzini, dove rimane attivo fino al 2006. 
Dotato di un fair play innato, gusto e competenza, ha svolto la propria attività con dedizione e impegno, frequentando diversi corsi di restauro. Molti collecchiesi lo ricordano per la sua gentilezza, la sensibilità, la professionalità, per il suo carattere aperto e la sua disponibilità. Come calciatore si è conquistato la benevolenza degli allenatori, della dirigenza e del pubblico. Indimenticabile anche come allenatore: «Per noi resti un esempio – lo ricordano alcuni suoi allievi – hai fatto di noi degli uomini, prima che dei calciatori».  
G.C.Z.