Sei in Fidenza

FIDENZA

Fudenji, la badessa: «Ora siamo una vera comunità»

Marosa Myoko Agnoli si racconta e racconta i suoi primi mesi alla guida del tempio zen: «Siamo una una famiglia  che insieme condivide»

di EGIDIO BANDINI -

11 gennaio 2020, 12:11

Fudenji, la badessa: «Ora siamo una vera comunità»

 Il terzo giorno della cerimonia di buon auspicio per l’anno nuovo è stato l’occasione per incontrare, a pochi mesi dal suo insediamento, la nuova badessa del tempio zen Fudenji, Marosa Myoko Agnoli. Badessa, come sono stati questi mesi alla guida di Fudenji? 
«Devo dire che è stato ed è ancora un periodo di adattamento. Innanzitutto – dice la badessa – mi sto abituando all’attenzione che tutti, qui, hanno per me, soprattutto coloro che mi sono più vicini che mi dicono: “non devi fare questo, non è a te che tocca fare quest’altro” e poi sto prendendo davvero la responsabilità di essere la badessa del tempio e della comunità. Devo quindi officiare le cerimonie ed essere comunque “in prima linea”. Sono io, infine, ad avere il compito dei rapporti con l’esterno: la società, gli enti, le autorità religiose e civili, anche se il maestro Guareschi è sempre con noi e per il momento andiamo insieme, come alla messa di Natale dal vescovo Vezzoli».
 Da quanti anni lei è a Fudenji? «Io sono qui dal 1985, da trentacinque anni e ho seguito la grande crescita del tempio e della nostra comunità. All’inizio c’erano molte persone che, però, andavano e venivano da Fudenji. Oggi ce ne sono decisamente meno, ma formano una comunità, ed è proprio ciò che volevamo, dall’inizio di questo cammino. Non volevamo qualcosa di eclatante, ma che nascesse una famiglia, una comunità vera, che insieme condivide. Fudenji, però, rimane un punto di riferimento, anche per coloro che a un certo punto se ne sono andati: c’è chi ritorna, con i figli, la famiglia e, per me, è come se li vedessi tornare a casa».
In cosa consiste la cerimonia odierna del buon auspicio? «Abbiamo iniziato lo scorso anno con questa cerimonia che in Giappone ha una storia millenaria e consiste nella visita al tempio con la lettura rituale dei 650 libri della “Prasna Paramita Sutra”, dove è racchiusa tutta la filosofia buddista, ed è il buon auspicio per tutto l’anno. Questo è il terzo giorno: abbiamo cominciato il primo gennaio e proseguiamo la cerimonia, durante la quale vengono benedetti gli “O-fuda”, dei portafortuna (piccoli cartigli con istogrammi e un nastro dorato, ndr) che consegniamo a coloro che partecipano, per le loro case. I partecipanti, a loro volta, riportano gli “O-fuda” dello scorso anno che noi bruciamo il 4 gennaio, in segno di purificazione», conclude la badessa.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA