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I falsi carabinieri incastrati da quelli veri: due in carcere. Per 9 volte erano stati in azione nella Bassa

11 marzo 2020, 12:05

I falsi carabinieri incastrati da quelli veri: due in carcere. Per 9 volte erano stati in azione nella Bassa

Indossando una pettorina con la scritta “carabinieri” avevano tentato di truffare un anziano a San Secondo e ne hanno effettivamente truffato uno a Colorno. Ma alla fine i veri carabinieri li hanno incastrati e per loro, due italiani di 64 e 40 anni - D.G. e D.A., si sono aperte le porte del carcere. 

I Carabinieri della Compagnia di Fidenza, coadiuvati dai colleghi di Cuneo, hanno eseguito le due misure cautelari in carcere emesse dal GIP del Tribunale di Parma: i due sono ritenuti responsabili dei reati, tentati e consumati, di furto aggravato in abitazione, truffa aggravata, possesso di segni distintivi contraffatti delle forze di polizia e falso.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma (Sostituto Procuratore dott.ssa Daniela Nunno) e delegata ai Carabinieri della Stazione di Colorno, con il supporto del Nucleo Operativo e Radiomobile dei CC di Fidenza, ha avuto inizio a novembre, quando è stato registrato sul territorio della Bassa parmense” un aumento di truffe e furti ai dnani degli anziani.

In particolare,  il 12 novembre erano avvenuti due gravi episodi da parte di falsi carabinieri, a distanza di pochissime ore.

Nel primo evento, due uomini si erano presentati presso l’abitazione di un anziano di San Secondo, non riuscendo però a mettere a segno la truffa.

Subito dopo si erano  allontanati a bordo di una Volkswagen Polo di colore bianco, sulla quale avevano applicato targhe clonate di un altro veicolo corrispondente per marca, modello e colore, ed avevano raggiunto l’abitazione di un anziano di Colorno. L'uomo ha permesso ai due di entrare in casa per un controllo delle tubature del gas per presunta infiltrazione di mercurio. E su indicazione dei truffatori ha nascosto i suoi preziosi, con l’intento di “proteggerli”, nel frigorifero in attesa che venissero sanificati gli ambienti. Q

Dopo circa due settimane i falsi carabinieri si sono introdotti nell’abitazione di un’anziana di Sissa Trecasali e, con l’ormai collaudato modus operandi del falso controllo delle tubature del gas, si sono appropriati di € 850,00 e vari gioielli, del valore di circa  21.000 euro, che la vittima era stata indotta a nascondere all’interno del frigorifero.

Sempre con un intervallo di tempo di circa due settimane, a dicembre scorso,si erano presentati alla porta di un’anziana di Fontanellato e di sua figlia. 

A questo punto i Carabinieri, supportati efficacemente dai colleghi delle polizie locali dei comuni della bassa parmense (Fidenza, Soragna, Fontanellato, Roccabianca, San Secondo P.se e Colorno), sono riusciti ad individuare attraverso le immagini dei sistemi di video sorveglianza, tra migliaia di veicoli in transito, la targa “pulita”, ossia quella originale, della vettura in uso ai falsi Carabinieri. Sono stati quindi ricostruiti con accuratezza i percorsi effettuate. Inoltre, con il supporto di personale dell’aliquota operativa dei CC di Fidenza, i Carabinieri di Colorno hanno effettuato un periodo di pedinamento e controllo in provincia di Cuneo (zona da cui risultavano provenire le auto utilizzate dagli autori dei furti), riuscendo ad individuare i reali utilizzatori del veicolo, intestato ad una prestanome, e localizzando le loro abitazioni.

Oltre ai 5 casi scoperti, sono stati accertati ulteriori quattro episodi nei comuni di Soragna, Sissa Trecasali e Roccabianca.

La refurtiva complessiva ammonta a diverse decine di migliaia di euro.

Sono state effettuate perquisizioni domiciliari a carico degli indagati, che hanno consentito il rinvenimento ed il conseguente sequestro di un rilevante numero di gioielli.

L’obiettivo ora è quello di tentare di risalire ai legittimi proprietari di tali gioielli per procedere poi alla restituzione.