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DIRITTO ALLA CASA

«Un bando rigoroso, da noi la casa non si può ''scroccare''»

L'assessore Frangipane illustra la nuova graduatoria per accedere agli alloggi popolari 

22 febbraio 2021, 09:20

«Un bando rigoroso, da noi la casa non si può ''scroccare''»

«Nulla più del diritto alla casa è sinonimo di protezione e solidarietà. E per questo abbiamo voluto un bando rigoroso come mai prima d’oggi, capace di escludere chi pensava di venire a Fidenza per scroccare un bene pubblico e di sostenere, invece, chi ha dimostrato di avere davvero bisogno e chi ha scelto di fare di Fidenza il cuore del suo progetto di vita. Quel bando è diventato una graduatoria ed entro fine anno l’obiettivo è ambizioso: assegnare le prime 30-40 case popolari, per le quali sono in testa alla graduatoria 25 cittadini italiani, il 62.50% del totale». Così Alessia Frangipane, assessore alle Politiche sociali, ha presentato i numeri di un’operazione che «entro il 2024 prevede di consegnare 120-140 alloggi». 


Uno dei pilastri innovativi del bando era il punteggio assegnato a chi vive da tanto tempo a Fidenza. In palio c’erano sei punti preziosissimi per chi abita nel Borgo da più di 35 anni, cinque punti per chi è qui da oltre 28 anni e così via, a scalare. Ben 94 famiglie – il 61.7% dei richiedenti sono italiani – sono state aiutate da questo criterio e i dati risultano sorprendenti: 15 famiglie abitano a Fidenza da più di 28 anni, 7 famiglie da più di 35 anni, 24 famiglie da più di 12 anni. Tre nuclei sono fidentini da oltre mezzo secolo.

Un’altra grande novità, applicata per la prima volta, ha funzionato molto bene. Si tratta del filtro contro chi ha commesso reati gravi (stupro, spaccio, violenza e altro ). Tutti coloro che hanno dichiarato di non avere subito condanne hanno ottenuto 5 punti. «E’ stata una scelta di legalità, fortemente condivisa con i sindacati degli inquilini, per investire sulla qualità della vita e delle relazioni tra le famiglie con un alloggio popolare. Una scelta che ha tenuto alla larga chi pensava di venire qui e farsi mantenere la casa dai fidentini» ha osservato il sindaco Andrea Massari. L’Ufficio casa non si fermerà alle autocertificazioni e controllerà una a una le dichiarazioni richiedendo il casellario giudiziale. 

Così come stabilito dalla norma regionale del 2018, il bando ha fatto scattare per la prima volta a Fidenza anche il divieto di assegnazione delle case popolari per le famiglie che posseggono più del 50% di un’altro immobile in Italia e/o all’estero. «Ciò significa che prima di consegnare le chiavi della casa, la famiglia richiedente dovrà produrre atti ufficiali capaci di attestare la mancanza di altri immobili. Nel caso di cittadini stranieri, saranno richiesti, ad esempio, certificati dell’Ambasciata. In mancanza di questi atti l’alloggio non verrà consegnato e sarà fatta scorrere la graduatoria. Per le persone provenienti da contesti in cui questi documenti non sono reperibili, i casi verranno valutati uno ad uno» ha proseguito Massari.

«Siamo molto orgogliosi di aver fatto conoscere in modo importante la graduatoria per le famiglie che abitano in un alloggio con barriere architettoniche e nel loro nucleo hanno una persona con disabilità permanente, alle quali sono stati destinati più punti – ha commentato l’assessore Frangipane –. La graduatoria vede 33 richiedenti idonei, 21 dei quali italiani». 

A fine 2020, ben 633 famiglie hanno potuto contare su un alloggio popolare. L’83% sono famiglie italiane (522) e 111 sono quelle di origine straniera. Il numero di residenti in questi alloggi è pari a 1.653. r.c.