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"La scuola è un servizio essenziale e viene prima di tutto" - Foto e Video

14 marzo 2021, 17:46

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“Chiudere la scuola è un’idiozia dannosa: fa male alle famiglie, favorisce la circolazione del contagio, fa male agli operatori della sanità e alla sicurezza di tutti. La scuola è il luogo più controllato ed è un alleato contro il virus, non il contrario. Lo dico da settimane e questa mattina l’ho ripetuto in piazza Garibaldi, unendomi al flashmob di cento mamme e papà. Famiglie coraggiosa che ho voluto sostenere insieme all’assessore alle scuola Stefano Boselli, al Vicesindaco Davide Malvisi, alla Presidente del Consiglio comunale Rita Sartori e ad altri consiglieri che ringrazio per la presenza. Grazie anche ai Carabinieri che hanno vigilato perché tutto si svolgesse nel rispetto delle misure di sicurezza”. Così il Sindaco Andrea Massari commenta la sua partecipazione al flashmob organizzato in piazza Garibaldi per chiedere insieme alle famiglie la riapertura delle scuole.

“Non è accettabile chiudere le scuole mentre si permettono spostamenti verso le seconde case ovunque e in ogni colore. Non è accettabile chiudere le scuole e lasciare che nel fine settimana di Pasqua si possano formare assembramenti per i pranzi in famiglia, permettendo movimenti in tutta la regione che difficilmente saranno controllabili – prosegue il Sindaco –. Non è accettabile chiudere la scuola perché le parole di Ausl Parma sono da scolpire nella pietra: “La maggior parte dei casi il focolaio parte in casa per contatti familiari o risulta legato ad attività ricreative pomeridiane extrascolastiche”. Insieme ad una piazza ordinata e sicura, ho voluto ricordare che a Fidenza la terza ondata ha bussato nelle scuole prima che altrove, alla fine di gennaio: 22 classi bloccate e 740 persone in isolamento! Ma proprio la scuola è divenuta il luogo della sicurezza, dove il virus è stato individuato, tracciato e bloccato, evitando che arrivasse ovunque. Non è normale che “nel Paese delle deroghe a tutto, si inchiodi la scuola che grazie ai controlli a tappeto permette di scoprire il virus e gli asintomatici nelle famiglie, stoppandolo prima che vada in giro a fare danni”.

Proprio perché la variante inglese si sta dimostrando molto aggressiva nei confronti dei giovanissimi, non è nemmeno accettabile “che si tolga a loro e alle loro famiglie lo scudo della scuola e dei controlli di Igiene pubblica. Fa orrore che nel Paese in cui si permettono le gite verso le seconde case dal Trentino alla Puglia, le famiglie siano lasciate sole a sbrigarsela con i figli a casa da scuola, in dad, sprecando 290 milioni di euro, soldi pubblici, per il pannicello caldo del bonus baby sitter e dei congedi parentali”, chiosa Massari, lanciando un invito: “Continuiamo a lottare, rispettando le regole ma continuiamo a lottare, perché queste norme cambino. Il Comune di Fidenza sta con le mamme, i papà e i bimbi che stamane hanno detto basta. La scuola è sicura ed è un servizio fondamentale!”

L’ASSESSORE BOSELLI: “CHIUDE LE SCUOLE CHI NON CONOSCE LE FAMIGLIE. AVEVAMO UN BAZOOKA CONTRO IL VIRUS E HANNO SCELTO DI PASSARE ALLA FIONDA”

L’Assessore alla Scuola, Boselli, per mesi ha lavorato duro insieme ai Dirigenti scolastici e agli uffici comunali per salvare le scuole e proseguire col tracing a tappeto. Ora è furente: “Ha dell’incredibile il modo in cui a Roma hanno scambiato la scuola per un problema invece che per un argine poderoso contro il virus. Centinaia di studenti controllati, decine di classi setacciate coi tamponi, ma i casi di positività erano pochi e venendo intercettati si è interrotta la catena del contagio – osserva l’assessore –. E’ come se avessimo un bazooka vincente contro il virus e decidessimo di passare alla fionda. Incredibile. Inoltre, chiudere le scuole significa avere anche una idea distorta della famiglia. Nell’anno in cui chi ha perso il lavoro sono al 98% donne, noi cosa facciamo? Infieriamo ancora di più sulla condizione femminile, dando aiuti pari a zero. Il bonus da 100 euro a settimana copre sì e no due giorni di baby sitter. I congedi parentali sono solo al 50%, cioè l’altra metà viene detratta dalla busta paga delle persone. E lo smart working? Va benissimo, ma mi chiedo se un Ministro o un Assessore regionale sanno cosa significhi lavorare da casa con dei bimbi che devono fare lezione in dad e il numero di stanze che occorrono per tutti quanti”.

Ecco il video