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Massari: «I ragazzi che distrussero la cometa? Li ho sentiti: sono pentiti»

30 aprile 2021, 12:03

Massari: «I ragazzi che distrussero  la cometa? Li ho sentiti: sono pentiti»

Il sindaco Andrea Massari ha desiderato condividere con i fidentini un gesto molto significativo, da parte dei tre ragazzi che avevano «vandalizzato» la stella cometa allestita in piazza, lo scorso natale.


 «Sono in contatto con loro. Uno mi ha scritto, poi ci siamo incontrati tutti e ho sentito parole oneste di scuse e riflessioni originali sul significato del loro gesto senza senso. Insieme stiamo ragionando su come restituire alla comunità questo percorso non banale e di riscatto».


Dopo i vandali della stella cometa, sono stati scoperti e denunciati anche gli aggressori del parco Matteotti, quelli che attaccarono un fidentino reo di avere chiesto un comportamento più civile in quello spazio verde. «Operazioni in cui la Polizia locale – ha spiegato il sindaco - ha dato il suo contributo e ha collaborato anche in modo determinante e per questo vorrei ringraziare gli agenti e il loro comandante. Un grazie speciale va ai Carabinieri della Compagnia di Fidenza, che svolgono ogni giorno dell’anno un lavoro enorme. A volte non ce ne accorgiamo perché le indagini si fanno giustamente in silenzio, a volte questo lavoro viene fuori con forza e allora basta sfogliare i giornali delle ultime settimane per capire quanto questi militari siano speciali, insieme a Guardia di finanza, Polizia di Stato, Polizia ferroviaria e Vigili del fuoco. Ovvero tutti i simboli della sicurezza italiana che hanno sedi e personale nella nostra città». 


Ultima considerazione: proprio i Carabinieri hanno scoperto e denunciato per lesioni colpose un 18enne, dopo l’assalto scatenato dal suo cane durante una rissa. «A conti fatti, se prendiamo i tre episodi di cronaca più odiosi – i vandali della stella cometa, l’aggressione al parco Matteotti e questi col cane mordace – i denunciati sono in tutto 6-7 ma dalle loro “imprese” sono partite centinaia di commenti diversissimi.  Ma a me interessava capire come leggono i ragazzi questi fatti di cronaca. Proprio loro, mica gli adulti. Me lo sono chiesto e gliel’ho chiesto: mi ha fatto molto piacere incontrare in questi mesi tanti studenti e coetanei dei denunciati nel corso di assemblee (online), durante una chiacchierata per strada o nelle chat via social e devo dire che è venuta fuori una grinta positiva, sana, che condanna senza tanti giri di parole chi gioca a fare il fenomeno. Perché le cattiverie e le bravate di un piccolo gruppo hanno una eco enorme che sporca tutti quanti e mette tutti sullo stesso piano. Grazie a tutti questi ragazzi e a chi a scuola e nelle associazioni più impegnate sul fronte dell’azione sociale parla con loro e per loro di legalità, di bullismo, delle regole per vivere insieme in modo civile, di come vivere con curiosità e impegno».
 r.c.