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FONTANELLATO

Un'eredità speciale. Per il bene di tutti

Franco Ziveri ha lasciato risorse che saranno utili all'intera comunità

19 gennaio 2020, 10:29

Un'eredità speciale. Per il bene di tutti

FONTANELLATO - Franco Ziveri è morto lo scorso febbraio, ma il suo ricordo continuerà a vivere nelle persone che lo hanno accudito quando ha avuto bisogno di assistenza e anche grazie a cui ha potuto rimanere, fino all’ultimo giorno, nella sua casa. 
E così, alla sua morte, Ziveri ha deciso di lasciare un’eredità anche al servizio di assistenza residenziale di Proges, in modo che gli operatori possano svolgere ancora meglio, e con qualche comodità in più, il loro prezioso lavoro. 
Quei soldi sono stati convertiti in un progetto, presentato in Rocca a Fontanellato durante l’incontro «La circolarità del bene» incentrato sul tema del fare comunità anche attraverso i servizi destinati alla domiciliarità, che comprende un percorso di formazione altamente innovativo rivolto agli operatori ma anche l’acquisto di un automezzo destinato al Sad di Fontanellato e di attrezzature a supporto della domiciliarità che saranno in comodato d’uso gratuito per i cittadini dei quattro comuni del distretto in cui Proges è accreditata per l’erogazione del Servizio Domiciliare, ovvero Soragna, Sissa Trecasali e Salsomaggiore. 
«Proges non ha deciso solo di acquistare degli ausili – ha precisato Emanuel Ingrao di Shifton, società esperta in innovazione sociale – ma di investire sul capitale umano, superando la mera erogazione dei servizi. La cooperativa mette in circolo valore per creare situazioni di benessere per gli assistiti, per gli ecosistemi delle famiglie, per l’intera comunità, che a sua volta restituirà valore. In questi mesi Proges ha iniziato, insieme a Shifton, un progetto di mappatura e di condivisione delle buone pratiche dei suoi operatori, affinché i talenti di ciascuno siano messi a disposizione di tutti i contesti in cui opera la cooperativa. In particolare a Fontanellato, Proges ha voluto superare il modello di misurazione tradizionale della qualità e della quantità dei servizi ingaggiando direttamente i famigliari. E’ un cambio di paradigma: i famigliari non si limitano a giudicare i servizi ma contribuiscono a progettarli». 
«Siamo presenti su questo territorio da anni  - ha aggiunto Francesca Corotti, vicepresidente di Proges – e gestiamo diverse tipologie di servizi rivolti sia agli anziani che ai minori. Il rapporto con gli operatori è di tipo professionale ma diventa inevitabilmente molto profondo, di vicinanza e di empatia». 
A ringraziare per l'importante  lascito, e per la destinazione delle risorse decisa da Proges, è intervenuta anche l’amministrazione comunale: «più che un lavoro, riteniamo che quello di operatori e operatrici sia una vera e propria missione – hanno affermato il sindaco Francesco Trivelloni e l’assessore al welfare Laura Biloni -. Ringraziamo la cooperativa Proges per aver rimesso una donazione “in circolo”, a favore di tutti i nostri cittadini, con l’obiettivo di migliorare il servizio e rispondere a un’esigenza concreta e tangibile».