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Pastorizia, progetto per bimbi con fragilità a Fornovo

Natura, manualità e momenti di armonia. Iniziativa della Coop Lasse in collaborazione dell'unità di Neuropsichiatria Infanzia

26 settembre 2020, 10:47

Pastorizia, progetto per bimbi con fragilità a Fornovo

La natura, il contatto, la manualità, l’esperienza diretta, come terapia. E’ questo il fulcro, il cuore pulsante di un progetto sperimentale, primo nel suo genere in Italia, ideato e sviluppato a Fornovo dalla Coop Lasse in collaborazione e con il finanziamento dell’unità operativa di Neuropsichiatria Infanzia e adolescenza dell’Ausl di Parma, distretto Valli Taro e Ceno: una iniziativa che ha registrato nelle scorse settimane la partecipazione di bambini e ragazzi dai cinque  ai quindici anni, con sensibilità e fragilità differenti, che avevano particolarmente sofferto l’allontanamento forzato dalla scuola, mettendo al centro delle azioni la relazione dei bambini e ragazzi con la pecora, animale sociale, molto docile e intelligente.
Lo spunto per la realizzazione di questa esperienza unica, è arrivato da Roberta Graiani, psicologa e psicoterapeuta specialista in età evolutiva, che ha saputo trasformare l’incontro casuale con una  pastora in una proposta che ha un evidente valore terapeutico, grazie al contatto con la natura e all’utilizzo della manualità, ma anche l’obiettivo di valorizzare tradizioni antiche e in generale la biodivesità del territorio. 
Già dal 2016 Roberta ha realizzato le prime esperienze di gregge con i bambini, in collaborazione con i Parchi del Ducato, arrivando a coinvolgere anche le scuole. 
Il filo che lega Roberta al mondo della pastorizia l’ha quindi portata, l’anno successivo, ad introdurre l’uso delle lane di pecore autoctone o in via di estinzione nel laboratorio creativo Graphium, della cooperativa sociale Lasse di Fornovo.
Fino ad arrivare al progetto di quest’anno in collaboraizone con Ausl di Parma, distretto Valli Taro e Ceno, che l’ha finanziato.
«I bambini - spiega Roberta Graiani - sono stati protagonisti della vita pastorale, hanno potuto toccare il mantello, cardare la lana e lavorarla fino a trasformarla in feltro, vivendo non solo esperienze ma anche esprimendo liberamente sé stessi in creazioni uniche realizzate anche grazie al supporto della nostra designer artigiana Sara Bacchioni. L’impatto per i bambini che hanno problemi di stabilità dell’attenzione, è stato forte: tutti erano attenti, rapiti da questa esperienza reale, non costruita artificialmente. Questo è già un risultato molto importante: ogni bambino è arrivato a esprimere se stesso, le sue emozioni, nella creazione di immagini quasi tribali e primitive in cui hanno riprodotto, con legno e lana, la figura umana». 
Il progetto ha previsto le uscite al Podere Bianchi Galli, allevatamento - custode di pecora cornigliese, e alla Fattoria fili d’erba di Elena Gabbi e Roby Mangia, allevatori di pecora nostrana. 
Entrambe le razze sono a rischio di estinzione, in particolare la Nostrana tipica della Val Taro: è infatti un progetto che valorizza anche la biodiversità locale.
«Posso dire – prosegue la psicologa- di avere visto bambini felici ed emozionati, bambini iperattivi diventare improvvisamente tranquilli, stabilizzando la loro attenzione a arrivando a creare oggetti bellissimi che parlavano di loro utilizzando lana e legno e colori. Veri artisti». Do.C.