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Amore batte Covid: bacio attaverso il plexiglass

Il figlio di un'ospite di una Rsa: «Così mia madre ha potuto "toccare" mia sorella»

10 novembre 2020, 11:01

Amore batte  Covid: bacio attaverso il plexiglass

E’ di questi giorni l’inaugurazione, in un centro per anziani di Castelfranco Veneto, di postazioni chiamate «Emozioni dell’abbraccio». Una tecnica che, tramite l’utilizzo di materiale plastico trasparente morbido, consentirà a ospiti della struttura e famigliari di abbracciarsi, pur restando separati e protetti da possibili contagi. Qualcosa di simile è stato adottato anche dalle nostre parti. Lo abbiamo purtroppo imparato: se c’è una cosa terribile che il Covid porta con sé, rispetto a tutte le peggiori malattie insieme alla sofferenza fisica è la costrizione alla solitudine e alla mancanza di contatto, di mani che si toccano, di abbracci tra chi è ricoverato e le persone care. Un vuoto che si amplifica dentro le strutture per anziani: gli operatori lo sanno bene e in molti casi vanno oltre il loro lavoro e non fanno mancare carezze o strette di mano, che sono già una cura. Tengono i contatti attraverso videochiamate o in alcuni casi lasciano che gli ospiti vedano i loro famigliari attraverso i vetri esterni. A testimoniare questa situazione, attraverso una lettera alla Gazzetta e una foto,  è un figlio, Gabriele Ravera, di Fornovo: «Mia madre è stata ricoverata in una Rsa del territorio il 2 marzo scorso. Dopo pochissimi giorni è scattato il divieto di visita e mia madre, che già aveva perduto mio padre poco più di un anno fa, si è ritrovata sola e isolata. Si, perché un mese dopo circa è stata rilevata la sua positività al virus covid-19. Più della metà dei cinquanta e oltre ospiti della struttura, privata, sono deceduti a causa del virus. Mia madre presentava un quadro cardiologico disastrato, impossibilità alla deambulazione autonoma, gravi deficienze circolatorie ed evidenti segni di demenza senile. In questo quadro non certo rassicurante si è incistato il virus covid-19 con conclamata sintomatologia. Sinceramente pensavamo di perderla. Invece, con un colpo di reni tipico delle sue generazioni, ovviamente grazie anche alle cure prestate, si è rialzata ed ora, pur isolata, vive la serenità che può offrirle una Rsa in termini di assistenza e soprattutto di socialità». La foto  che allega ritrae un bacio attraverso il plexiglas tra la mamma e la sorella Mara: «E’ stata scattata per puro caso da una operatrice che ai suoi vecchi ci tiene». Do.C.