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Raddoppio della discarica di Monte Ardone, monta la protesta

Il Comitato:  «Vanno tutelati ambiente e  salute dei cittadini»

09 febbraio 2021, 09:29

Raddoppio  della discarica  di Monte Ardone, monta la protesta

Ampliamento  della discarica di Monte Ardone: a intervenire contro il progetto  - che di fatto raddoppierebbe la capacità dell'impianto - è il «Comitato contro la discarica di monte Ardone».
«È di questi giorni la notizia che è stata presentata ad Arpae, dal gestore della discarica di Monte Ardone, la richiesta di un ulteriore ampliamento della capacità dell’impianto pari a 403 mila metri cubi, dopo che era stata già approvato un aumento di 90mila tonnellate al fine del raggiungimento del profilo approvato - si legge nel comunicato -.  Si ricorda che all’epoca della presidenza Borri in Provincia, venne autorizzato un conferimento massimo di 300 mila metri cubi  poi confermato dal pLun 15 - h 1erito del Tribunale di Parma con queste parole: “in fase di riempimento devono permanere tali condizioni ed il completamento deve avvenire con i pesi autorizzati”. Ciò malgrado, - prosegue il comitato -  dopo avere respinto in un primo tempo la richiesta di screening, Arpae ha autorizzato  un aumento di 90 mila tonnellate per le ragioni sopra riportate  e questo anche in sfregio alle prese di posizioni ufficiali nettamente contrarie all’ampliamento che si sono concretizzate con mozioni votate all’unanimità dai consigli comunali di Collecchio, Sala Baganza, Langhirano, Calestano, Terenzo e dello stesso comune di Fornovo di Taro sul terreno del quale è ubicato l’impianto. Dalla documentazione presentate si evince inoltre che, con questo ulteriore ed importante ampliamento che raddoppierebbe la capacità dell’impianto,  il colmo della discarica si innalzerebbe di altri 29 metri, dai 287 metri slm attuali autorizzati arriverebbe a 316 metri slm con un impatto visivo non solo notevole ma anche inaccettabile. Per quanto sopra sinteticamente riassunto e tenuto conto anche dei problemi di gestione dell’impianto relativamente alla viabilità della strada di accesso mai completata e collaudata e agli odori nauseabondi diffusi nell’ambiente come denunciato dai cittadini residenti, si raccomanda alle autorità preposte al rilascio delle autorizzazioni di valutare con grande attenzione le conseguenze tecniche e giuridiche che deriverebbero da un’eventuale approvazione che già da ora riteniamo non fondata e non condivisibile da parte non solo dei cittadini e delle imprese del settore agroalimentare che gravitano nelle vicinanza della discarica ma anche di tutti coloro che hanno a cuore il successo e il buon nome della food valley».
Conclude il Comitato:_ «Non sarebbe corretto né tollerabile che istituzioni quali Regione Emilia Romagna, Arpae e Comune, preposte alla tutela del pubblico interesse e al suo bilanciamento con gli interessi di natura privatistica, accedessero ad una richiesta unilaterale di ampliamento della discarica in evidente conflitto con la tutela dell’ambiente e con la salute dei suoi abitanti». r.c.