Sei in Langhirano

COME ERAVAMO

Amarcord Langhirano: gli anni delle danze, dei picnic e dei baracconi - Foto

01 marzo 2020, 11:41

Chiudi
PrevNext
1 di 11

I balli al Pier Maria Rossi o alla Taverna Ponte raggiunta a piedi, Mike Bongiorno e la Tebaldi
Poi nel 1963 il primo Festival del Prosciutto 

di Beatrice Minozzi
Le serate danzanti al Pier Maria Rossi o in Taverna Ponte, le passeggiate in centro per prendere un gelato in una delle quattro gelaterie del capoluogo, il profumo di zucchero filato che riempiva l’aria quando in paese arrivavano i baracconi per la Fiera di San Giacomo, o ancora i pic nic sull’erba per la sagra della Madonnina di Castrignano e il Festivàl estivo nel piazzale delle corriere. Sono queste le istantanee di un periodo, quello del dopoguerra e del boom economico, che ha segnato un punto di svolta per Langhirano. Nel dopoguerra infatti, l’economia langhiranese, basata in buona parte sull’agricoltura collinare, è in ginocchio. Pochi i lavori edili, il commercio va a rilento come l’artigianato e la fabbrica delle conserve che dava lavoro a tanti langhiranesi era aperta solo in estate. 
Nei prosciuttifici, invece, si lavora solo in inverno, visto che ancora non ci sono le celle frigorifere. Solo il mercato del lunedì attira tantissime persone anche dai comuni vicini, e solo in quella giornata nelle numerose osterie del paese si registra il tutto esaurito. Agli inizi degli anni ‘50 arriva la prima, vera svolta: apre la prima industria metalmeccanica, la Illa, acronimo di Industria Langhiranese Lavorazione Alluminio, che produce pentole, gavette per l’esercito e parti di scocca per la Vespa Piaggio. Nel 1956 viene inaugurata la Casa di cura Val Parma che diventerà un centro di eccellenza per la sanità della zona. Quattro bar si specializzano nel confezionamento di gelati tutti ubicati attorno a piazza Garibaldi. L’innovazione si fa posto, piano piano, tra le tradizioni così fortemente radicate in Val Parma. Poche ancora, però, le famiglie che posseggono la televisione: ci si riunisce così davanti allo schermo da Bertani, una delle quattro gelaterie artigianali (insieme alle gelaterie Vescovi, Ebe Boschi e Carla Triani) sorte nel cuore del capoluogo Langhiranese. C’è anche un juke box a Langhirano, e si trova al Bar del Porto, nel piazzale nei pressi della scuola media - inaugurata agli inizi degli anni ‘50 e presieduta dalla maestra Rosa Cavazzini - frequentato da tanti giovanissimi. Per andare a ballare, già a partire dai primi anni ‘60, si passava la «frontiera»: rigorosamente a piedi folti gruppi di giovani percorrevano il ponte sul torrente Parma per raggiungere la Taverna Ponte a Mulazzano, già territorio lesignanese, dove si ballava il liscio  e dove si organizzano concorsi canori alla presenza di noti personaggi del mondo dello spettacolo, tra cui Mike Bongiorno. Nel ‘69 poi un altro locale storico aprì i battenti: si tratta del Pier Maria Rossi di Torrechiara, che da cinema di paese si trasforma in sala da ballo. Al teatro Aurora tutto esaurito in platea nel 1962, quando sul palco salì Renata Tebaldi. Ma i langhiranesi erano appassionati anche di sport: la squadra di calcio As Langhiranese, meglio nota come l’Invulnerabile, attira tantissimi spettatori al campo sportivo Bruno Monica, ma anche il ciclismo genera diversi adepti sulle prime colline dell’alta Val Parma. Negli anni 60, intanto, la stagionatura del prosciutto prende forza e nel 1963 viene organizzata la prima edizione del Festival del Prosciutto di Langhirano. La piccola produzione «casalinga» diventa vera e propria industria, anche se spesso a conduzione familiare, e Langhirano entra, a piè pari, nel futuro.