Sei in Langhirano

Langhirano

Multe nel bar, il titolare: «Siamo allo stremo»

di Alex Botti -

22 gennaio 2021, 10:01

Multe nel bar, il titolare: «Siamo allo stremo»

 Era sabato quando a Langhirano, durante un controllo, le Forze dell’Ordine hanno sorpreso all’interno di un bar cinque clienti oltre l’orario limite delle 18 intenti a consumare. Violazione delle norme in vigore al momento e conseguente multa da 400 euro per tutti i clienti presenti e per il titolare.

Il bar in questione è il Bar Da Zivo, sulla centralissima piazza Garibaldi. Dopo l’articolo uscito ieri, il titolare Gian Franco Ziveri intende puntualizzare alcune cose a riguardo della vicenda: «In primis voglio chiarire che i clienti non erano nascosti e chiusi a chiave, non ce ne era bisogno perché quel giorno io ero aperto aderendo all’iniziativa #ioapro1501, cosa resa pubblica addirittura con un’intervista». Appurato questo sottolinea: «Abbiamo aderito perché siamo veramente alla fame, in un anno ci è stato permesso di lavorare a malapena 3 mesi, con spese aggiuntive enormi. E questi ristori che dicono tanto non sono nulla rispetto al danno che stiamo subendo». 

Ma come è andata quella giornata? «Erano passate le 18, orario limite per l’asporto per i bar, e gli agenti hanno fermato un ragazzo fuori dal mio esercizio, che aveva poco prima preso una birra da me, e nel frattempo si era incontrato con un amico. Dopo avergli chiesto i documenti sono entrati per chiedere spiegazione». È a quel punto che hanno sentito le voci dei ragazzi in taverna e hanno chiesto a Ziveri se ci fosse qualcuno all’interno «ed io ho risposto ''sì certo'', proprio perché non era nulla di segreto, come detto prima, e gli stessi ragazzi erano consci della situazione ma decisi ad appoggiare la mia causa e quella di tanti altri messi come me. Ed ovviamente tutto in sicurezza, tant’è che erano seduti a tavola, distanziati e con le mascherine.  Siamo allo stremo delle forze, ed azioni come queste sono necessarie per sensibilizzare l’opinione pubblica su quello che stiamo passando. Noi vogliamo solo poter lavorare, con la sicurezza che possiamo garantire, ed invece siamo trattati come delinquenti».